La crescita esponenziale dell’e-commerce, la frammentazione delle supply chain e l’aumento dei rischi legati al traffico illecito impongono alle autorità doganali un ripensamento radicale delle strategie di controllo e gestione delle frontiere.
L’obiettivo principale della riforma è costruire una dogana europea più digitale, predittiva e collaborativa, capace di favorire lo sviluppo del commercio internazionale senza perdere di vista le esigenze di sicurezza e legalità.
Al centro della riforma si possono individuare tre pilastri fondamentali.
1. Il primo introduce il cosiddetto “Trust & Check”, uno status che riconosce alle imprese più virtuose, affidabili e digitalmente avanzate un accesso privilegiato a procedure semplificate. Questo nuovo modello premia chi investe in compliance, tracciabilità e tecnologia, creando un circolo virtuoso tra il settore pubblico e quello privato.
Non si tratta solo di facilitare gli scambi, ma di creare una partnership strategica tra imprese e autorità doganali, basata sulla trasparenza reciproca e sulla condivisione dei dati in tempo reale.
2. Il secondo pilastro riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei big data per migliorare la selezione dei controlli.
Il passaggio da un sistema basato su verifiche casuali a uno basato su analisi predittiva e gestione dinamica del rischio consentirà di ridurre i tempi e i costi per le aziende regolari, concentrando le ispezioni sui casi ad alto rischio. Questo approccio permette di ottimizzare le risorse doganali, aumentare l’efficienza e migliorare la lotta alle frodi, al contrabbando e alla contraffazione.
3. Terzo e ultimo pilastro è l’istituzione della EU Customs Authority (EUCA) e del Customs Data Hub a completamento di questa trasformazione.
Il nuovo centro dati doganale europeo permetterà di centralizzare e armonizzare le informazioni doganali, superando le attuali frammentazioni tra gli Stati membri e promuovendo una gestione integrata e trasparente dei flussi commerciali. Si tratta di un passo cruciale verso una vera Unione doganale europea unica, più efficiente e più competitiva a livello globale.
Un cambiamento di assoluta rilevanza riguarda infine il settore dell’e-commerce, che oggi rappresenta uno dei principali canali di ingresso di beni soggetti a dazi e controlli.
La nuova disciplina prevede che le piattaforme digitali (marketplace online) diventino direttamente responsabili del rispetto degli obblighi doganali per le merci vendute ai consumatori europei.
In questo modo, si supera la frammentazione attuale e si garantisce una maggiore equità fiscale e doganale tra i diversi canali di vendita, riducendo il rischio di evasione e frodi sistemiche.
In definitiva, questa riforma non è solo un aggiornamento normativo, ma un cambio di paradigma: da una dogana burocratica e reattiva si passa a un modello proattivo, digitale e collaborativo, pronto a rispondere alle sfide del commercio del XXI secolo.
Giampietro Maria Teodori
Docente Promos Italia - NIBI