La certificazione BIS sarà obbligatoria sia per i fabbricanti stranieri che vogliono importare in India le loro macchine, sia per i fabbricanti indiani.
L’entrata in vigore della nuova norma è stata posticipata al 1 settembre 2026 con un ordine pubblicato nella gazzetta ufficiale indiana.
Gli obblighi di certificazione riguardano le macchine e le apparecchiature elettriche destinate al mercato indiano elencate nella tabella della Gazzetta Ufficiale.
L’elenco comprende un’ampia categoria di prodotti con i rispettivi codici HS, ad esempio:
- macchine per il trattamento di materiali che utilizzano una variazione di temperatura
- macchine per riempire, chiudere, etichettare bottiglie, imballaggi o confezioni
- gru e macchine per l’edilizia, il movimento terra, l’industria mineraria
- macchine per tessere (telai) e per la realizzazione di ricami
- macchine utensili per il taglio dei metalli, per la lavorazione di pietra, ceramica, vetro minerale
- macchine per la lavorazione della gomma e della plastica
- centrifughe, macchine per filtrare o purificare liquidi e gas.
Tutte le macchine, apparecchiature elettriche, loro assemblaggi, o componenti contenuti nella tabella dovranno obbligatoriamente essere:
- conformi a norme, per la maggior parte corrispondenti alle norme ISO adottate anche in Europa
- certificate BIS (solo il Bureau of Indian Standards può autorizzare una certificazione BIS)
- provviste di un fascicolo tecnico per dimostrare che le macchine sono conformi alle norme richieste.
Il nuovo schema di registrazione X prevede due possibili modalità di certificazione:
- la licenza BIS, per i fabbricanti che producono e importano in India macchine in modo continuativo
- il certificato di conformità (CoC), valido solo per determinati prodotti.
Informazioni operative
Entrambe le modalità di certificazione prevedono la nomina di un Rappresentante Indiano Autorizzato (AIR), persona o società residente in India incaricata di gestire la pratica con il BIS.
Il residente indiano dovrà dichiarare di essere responsabile del rispetto, per conto del fabbricante europeo, delle disposizioni della Legge, delle Regole, dei Regolamenti e dei Termini e Condizioni stabiliti nella Licenza BIS, in relazione alla concessione e al funzionamento della licenza. Assicurarsi il supporto in loco di un AIR competente è quindi fondamentale per gestire in maniera efficace le varie fasi delle procedure di approvazione.
Sono previste ispezioni da parte degli ispettori BIS presso i siti produttivi in Italia. In sede di registrazione vanno esattamente indicati tutti gli stabilimenti di produzione dei prodotti esportati in India.
L’audit presso gli stabilimenti dell’esportatore prevede la verifica la stesura di test report secondo ISO 12100 e l’effettuazione di test elettrici secondo IEC 60204-1. Per le aziende con certificazione ISO è molto più facile superare l'audit degli impianti produttivi. Gli auditor indiani durante l'ispezione verificano che:
- il sistema di gestione della qualità del produttore soddisfi i requisiti indiani
- i dipendenti siano adeguatamente preparati per garantire il rispetto degli standard qualitativi
- le informazioni sullo stabilimento e sui prodotti fornite nella domanda siano vere
- i risultati dei test e dei controlli qualità siano correttamente documentati
- le attrezzature di prova interne siano in grado di effettuare test secondo gli standard indiani.
La durata dell'ispezione in fabbrica è solitamente di 1-2 giorni, a seconda del tipo di prodotto e del numero di prodotti da certificare.
Per avviare il processo di certificazione, è necessario registrarsi sul portale BIS utilizzando il link “Registration for OTR (for Foreign Manufacturers only)”.
Come tempistica minima della procedura, il sito del BIS parla di 6 - 8 mesi.
Il costo per i produttori sarà significativo, in quanto comprende anche l’audit presso lo stabilimento e il supporto consulenziale del Rappresentante Indiano Autorizzato.
Approfondimenti >