La Corte Suprema, nella recente sentenza in cui ha dichiarato illegittimi i dazi introdotti da Trump (per errata interpretazione dei poteri presidenziali), aveva rinviato la questione rimborsi a procedimenti successivi.
Nell’ambito di un caso intentato dall’azienda Atmus Filtration - che ha pagato circa 11 milioni di dollari in tariffe illegali - il giudice Richard Eaton della Corte del Commercio Internazionale degli Stati Uniti a Manhattan ha emesso un’ordinanza che impone al governo di iniziare a versare i rimborsi agli importatori che hanno pagato dazi doganali dichiarati illegali.
Il giudice ha anche precisato che si deve procedere ai rimborsi calcolando anche gli interessi finanziari di competenza.
Sono più di 2.000 le cause già presentate al Tribunale del commercio per chiedere il rimborso delle tariffe imposte ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA).
Le dogane statunitensi hanno incassato oltre 130 miliardi di dollari in pagamenti tariffari ora aboliti e potrebbero dover restituire fino a 150 miliardi di euro (stime del Penn Wharton Budget Model).
Il giudice Eaton ha dichiarato di essere alla ricerca di un metodo generale che consenta agli oltre 300.000 importatori che hanno pagato i dazi, di ottenere i rimborsi senza dover avviare un contenzioso individuale.
La grande maggioranza degli importatori è costituita da piccole imprese che sperano in un sistema semplice ed economico per l’ottenimento dei rimborsi.
Secondo alcuni esperti legali, il governo potrebbe cercare di limitare la portata dei rimborsi e/o chiedere tempo per organizzare la procedura.
Causa contro i nuovi dazi al 10%
Un gruppo di 24 Stati americani ha recentemente annunciato di avere intentato una causa contro i nuovi dazi del 10% sulle importazioni imposti da Donald Trump, dopo la sentenza della Corte Suprema.
I procuratori generali dei vari stati denunciano che il presidente ha "ancora una volta esercitato un'autorità tariffaria che non ha". Poiché questi dazi sono illegali, la Corte del Commercio dovrebbe dichiararli non in vigore e ordinare che vengano effettuati i rimborsi.
Due le principali motivazioni dell’atto:
- Nessun presidente aveva finora utilizzato la Sezione 122 nel tentativo di imporre tariffe, infatti "La legge è specificamente concepita per consentire dazi limitati per affrontare determinate crisi monetarie, tra cui un significativo deficit della bilancia dei pagamenti.
- Tra i requisiti della Sezione 122 si richiede che i dazi siano applicati in modo coerente e non discriminatorio (ma i nuovi dazi esentano beni provenienti da Canada, Messico, Costa Rica, Repubblica Dominicana, El Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua) e includono anche 84 pagine di eccezioni specifiche per prodotto.
Fonte: Borsa italiana