A fine novembre, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha pubblicato un report sulla Spagna.
L’economia del Paese è cresciuta del 2,5% nel 2023, del 3,5% nel 2024. L’aumento è stato robusto in tutti i settori, trainato da:
- forti consumi privati (le pressioni inflazionistiche inferiori alle attese hanno sostenuto gli incrementi di reddito reale)
- forza lavoro (il periodo post-pandemico ha visto una creazione di posti di lavoro su larga scala)
- settore turistico (gli arrivi e la spesa turistica hanno raggiunto livelli record, con un aumento dei ricavi del 15,9%)
- investimenti dei Fondi UE per la ripresa e la resilienza.
Il “PNRR spagnolo” ha sostenuto la crescita a breve termine e ha contribuito ad attrarre investimenti privati, in particolare nei settori digitale e verde. Madrid ha attuato la maggior parte delle riforme del Piano e il 69% dei fondi è stato erogato entro agosto 2025.
La Spagna ha inoltre richiesto fino a 84 miliardi di euro in prestiti volti a sostenere gli investimenti nella transizione verde, nella digitalizzazione, nell'edilizia abitativa e nello sviluppo regionale. Tuttavia, solo il 15% degli obiettivi legati agli investimenti, è stato finora raggiunto e l’impatto sulla crescita potenziale pare inferiore a quanto inizialmente previsto.
Il settore estero si mantiene stabile nonostante l'incertezza commerciale, con un costante ampliamento dell'avanzo delle partite correnti, sostenuto da forti esportazioni di servizi alle imprese, trasporti, telecomunicazioni e IT. Il deficit commerciale si è ridotto a causa di un forte calo dei prezzi delle importazioni di energia.
Le esportazioni spagnole sono per lo più diversificate e dirette verso l'Europa. Il commercio bilaterale di beni con gli Stati Uniti rappresenta meno del 5% delle esportazioni e circa l'1% del PIL nel 2024, con un impatto economico moderato dell'aumento dei dazi.
In Spagna, l'energia solare ed eolica rappresentano oltre la metà della produzione annuale. Tuttavia, si prevede che la domanda di elettricità aumenterà di oltre il 40% entro il 2030, saranno quindi necessari nuovi investimenti in infrastrutture di rete, interconnessioni e stoccaggio, e misure per affrontare la riduzione e la congestione della rete.
Pil, produttività del lavoro e disoccupazione
Dopo una lenta ripresa in seguito alla pandemia, l'economia spagnola ha mostrato una crescita equilibrata, resiliente e costante negli ultimi anni.

A partire dal 2022 è cresciuta la produttività oraria del lavoro, tuttavia, la Spagna mantiene ancora un divario significativo con l'Unione Europea. Le PMI, che rappresentano il 99% di tutte le imprese e impiegano la maggior parte della forza lavoro (principalmente nei servizi), tendono a essere meno produttive delle grandi imprese per: limitato accesso a finanziamenti esterni e manodopera qualificata; minor adozione dell'innovazione e del digitale avanzato (analisi dei dati, cloud computing e automazione dei processi).
Dal 2021, la crescita del PIL pro capite della Spagna ha superato il 9% cumulativamente, più di due volte e mezzo il tasso di crescita dell'Eurozona, tuttavia la Spagna non ha ancora raggiunto il livello dei paesi comparabili.
La migrazione ha sostenendo settori chiave, contribuendo per circa 0,7 punti percentuali alla crescita annua del PIL pro capite tra il 2022 e il 2024.
La disoccupazione e la quota di lavori temporanei sono scese a livelli storicamente bassi. Tuttavia, il tasso di occupazione complessivo della Spagna rimane al di sotto della media OCSE e la disoccupazione, al 10,5%, è la più alta tra i paesi europei.
Nel 2024 il rapporto debito pubblico/PIL è sceso al 3,2% del PIL.
Previsioni
L’OCSE prevede che il PIL spagnolo crescerà del 2,9% quest'anno, del 2,2% nel 2026 e dell'1,8% nel 2027 (per un confronto con le previsioni di crescita dell’Italia >).
Tassi di interesse più bassi stimoleranno gli investimenti e i consumi saranno sostenuti da un solido mercato del lavoro e dall’aumento del reddito reale, con un'inflazione che raggiungerà il 2,3% nel 2026 e l'1,8% nel 2027.
L'aumento delle tensioni geopolitiche, l'aumento dell'incertezza commerciale e i dazi potrebbero indebolire la crescita delle esportazioni.
Le condizioni finanziarie globali più restrittive potrebbero indebolire la fiducia, influenzando i consumi privati e gli investimenti delle imprese, pesando sulla crescita economica.
Indicatori macroeconomici e proiezioni

Fonte: OECD (2025), OECD Economic Surveys: Spain 2025, OECD Publishing, Paris