I sistemi spaziali sono sempre più indispensabili: supportano le comunicazioni, il posizionamento e la sincronizzazione, l'osservazione della Terra, il monitoraggio meteorologico, la gestione delle emergenze, i trasporti, l'agricoltura, la sicurezza e una gamma crescente di servizi commerciali.
Il rapporto evidenzia come i governi rimangano ancora centrali nello sviluppo di capacità strategiche, anche se gli attori commerciali influenzano sempre più le attività orbitali.
Nel 2023, le attività spaziali hanno generato negli Stati Uniti un PIL di 142,5 miliardi di dollari (0,5% del totale). In Italia, il secondo paese ad aver elaborato tali dati, le attività spaziali hanno generato lo 0,14% del PIL, un valore della produzione pari a 8 miliardi di euro e oltre 23.000 posti di lavoro.
L'accesso al lancio rimane concentrato: nel 2025, le attività di lancio in orbita erano ancora appannaggio di pochi attori: 181 tentativi di lancio statunitensi, 92 cinesi e 8 europei (oltre a 220 iniziative legate a piccoli lanciatori).
A metà del 2026 erano in orbita quasi 15.000 satelliti. Alla fine del 2025, 109 paesi avevano lanciato almeno un satellite sfruttando i lanci condivisi.
Nel giugno 2026, l'Italia è risultata al settimo posto a livello mondiale per numero di satelliti attivi in orbita (il 53% a gestione commerciale) e al sesto posto per satelliti lanciati a partire dal 2019.
Budget per le attività spaziali civili in % del PIL (anni 2010 e 2025)

Le sfide politiche associate all'espansione dell'uso dello spazio sono molteplici: la congestione orbitale, i detriti spaziali, la concentrazione del mercato, le dipendenze dalle catene di approvvigionamento e la resilienza delle infrastrutture spaziali.
Nel 2025, i programmi militari hanno rappresentato il 46,3% della spesa pubblica per lo spazio negli Stati Uniti, il 25% in Francia e il 14,8% in Giappone. La Germania ha annunciato l'intenzione di investire 35 miliardi di euro in capacità di difesa spaziale entro il 2030.
Focus Italia
L'Italia è una delle principali nazioni d'Europa nell’economia dello spazio. Con il lancio del San Marco 1 nel 1964, l’Italia è diventata il quinto Paese a gestire un satellite in orbita e rimane uno dei tre maggiori contributori dell'ESA.
Nel 2020, l'Italia ha lanciato, il primo fondo di venture capital europeo dedicato alla space economy (Primo Space), con 85 milioni di euro di capitale e il sostegno del Fondo Europeo per gli Investimenti e di CDP Venture Capital SGR. Nel 2025, l’Italia ha adottato una legge organica sullo spazio.
L'Italia vanta solide competenze industriali nei settori:
- trasporto spaziale
- osservazione della Terra
- telecomunicazioni
- infrastrutture per l'esplorazione
- servizi a valle (downstream).
L'ecosistema dell'industria spaziale nazionale comprende oltre 350 aziende, grandi system integrator, imprese a media capitalizzazione e piccole e medie imprese, affiancate da una comunità di start-up in rapida crescita.
Le capacità, i prodotti, i servizi e le tecnologie sviluppati dal settore spaziale nazionale sono presentati online nel Catalogo dell'industria spaziale italiana.
L'osservazione della Terra ha rappresentato la principale voce di spesa nel 2025. L'Italia sta attuando il programma IRIDE, che prevede l'acquisizione di dati da sei diverse famiglie di costellazioni.
A regime, IRIDE comprenderà 68 satelliti con sensori radar e ottici con differenti risoluzioni spaziali, temporali e spettrali. Il sistema consentirà di monitorare: il mare e le coste, la qualità dell'aria, il movimento del suolo, il clima e le risorse idriche.
Per quanto riguarda la produzione scientifica in ambito spaziale, la produzione italiana è aumentata costantemente dal 2009 e si colloca al di sopra della media OCSE.
I poli di eccellenza
- Il centro dell'ESA dedicato all'osservazione della Terra (ESRIN) che ha sede a Frascati supporta le operazioni delle missioni di osservazione della Terra, lo sfruttamento dei dati, le attività legate al lanciatore Vega e le funzioni di difesa planetaria.
- L'Italia ospita anche il centro dati del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) a Bologna
- In termini di supporto alle start-up l’Italia dispone di 5 ESA Business Incubation Centre a Torino, Roma, Milano, Padova e Brindisi.
Fonte: Ocse (The Space Economy at a Glance 2026)