09 lug 2021 11:07 9 luglio 2021

Italian maritime economy 2021

di lettura

Il Report annuale di Srm fornisce dati aggiornati su: porti, rotte, noli, sostenibilità e logistica.

Italian Maritime economy

Il 90% delle merci viaggia via mare e l’Asia continua a essere il maggiore player sul segmento container. La presenza di 14 porti asiatici nella Top 20 mondiale conferma la leadership nel segmento del trasporto containerizzato, con una quota del 54,5%.

La riapertura delle economie e la ripresa della domanda rimangono il motore chiave per la crescita del commercio mondiale nel 2021 con una previsione dell’8,4% e del 6,5% nel 2022.

Per il trasporto marittimo complessivo si stima per il 2021 un aumento del 4,2% per volumi complessivi maggiori di 12 miliardi di tonnellate, superiori quindi ai livelli pre- Covid-19, e per il 2022 un ulteriore incremento del 3,1%.

Il segmento container, che rappresenta la modalità di trasporto privilegiata del commercio globale di beni, a partire da luglio 2020 con la ripresa della domanda soprattutto da parte dell’Europa e del Nord America, ha registrato una crescita costante che lo ha portato a chiudere il 2020 con una riduzione di appena l’1,1%. Per il 2021 si stima una crescita dell’8,7% e per il 2022 del 4,7%.

Allungando le previsioni al 2025, la movimentazione container dei porti a livello mondiale dovrebbe crescere a un tasso medio annuo del 4,8% fino ad oltre 1 miliardo di TEU entro il 2025 (Europa +3,9%, Africa +4,9%, Far East +5,3%, Middle East +4% e Nord America +3,6%).

Il ruolo del Mediterraneo e del Canale di Suez

Il Mediterraneo rappresenta ancora una via privilegiata di transito per i traffici containerizzati concentrando il 27% dei circa 500 servizi di linea mondiali via nave.

Il Canale di Suez, nell’anno della pandemia ha mostrato una notevole resilienza oltrepassando il miliardo di tonnellate di merci e totalizzando un numero di transiti pari a 18.829 navi. Suez uno snodo strategico per i traffici nel Mediterraneo rappresentando il 12% del traffico mondiale e il 7-8% di quello petrolifero.

L’Egitto ha iniziato a maggio nuovi lavori per l'ampliamento dell'imbocco meridionale di 40 metri verso la sponda orientale del Sinai e lo scavo dei fondali per portarli a 22 metri. Sarà allungata di circa 10 chilometri la seconda corsia, aumentando la capacità del canale di far fronte a incidenti come quello della Ever Given. I lavori dovrebbero concludersi entro 24 mesi.

L’impennata dei noli

La paralisi del terminal cinese di Yantian a Shenzhen, uno dei più importanti del paese, a causa di una ripresa di casi di Covid, ha accentuato il problema della congestione dei porti anche nel Far East. 

A causa della congestione si registrano ritardi nelle partenze delle navi e quindi si riduce l’indice di affidabilità dei servizi di linea, raggiungendo livelli pari al 35-40% nei primi mesi del 2021 (solo il 35-40% delle navi sono arrivate in orario).

Il disallineamento delle partenze programmate dei servizi di linea ha rafforzato un’ulteriore criticità, ovvero la mancanza dei container vuoti nei principali mercati di esportazione.

L’effetto dell’impennata della domanda di beni, del rigoroso controllo dell’offerta da parte dei carrier (blank sailing, idle fleet), della congestione dei porti e della mancanza di container vuoti è stato l’innalzamento dei noli a livelli record.

  • L'indice Shanghai Containerized Freight Index (SCFI) nei primi 5 mesi del 2021 è stato mediamente di oltre 2.900 punti, un livello mai raggiunto prima, in aumento del 132% sulla media del 2020.
  • Sulla rotta Shanghai-Med, a giugno 2021 i noli hanno raggiunto il massimo storico di 6.272 dollari a Teu (oltre 12.500 dollari per un container da 40’).

I noli quindi saranno ancora alti quest’anno (si prevede un +22,6% sul 2020) e un calo del 9,4% nel 2022.

Regionalizzazione delle supply chain

Oltre alla pandemia, gli episodi della portacontainer Ever Given incagliata nel Canale di Suez e la parziale interruzione delle attività del terminal di Yantian, hanno mostrato la vulnerabilità delle dinamiche del commercio internazionale e i punti deboli delle catene di fornitura globali.

Inoltre, la persistente carenza di container e l'aumento dei noli potrebbero fornire ulteriore impulso alle tendenze di reshoring e nearshoring.

La ridefinizione di alcune supply chain su scala regionale riporterà in Europa alcune filiere e ciò potrà favorire ulteriormente la crescita del trasporto marittimo a corto raggio per il quale il Mediterraneo ha già una posizione di leadership in ambito europeo.

L’Italia è il primo Paese nell’UE28 per trasporto di merci via mare a corto raggio nel Mediterraneo, con 244 mln di tonnellate di merci trasportate (quota di mercato 37%).

In Italia

Il Rapporto conferma un impatto della pandemia sul traffico commerciale pari al -10%, ma le merci in container, in controtendenza, hanno fatto rilevare un +3% dovuto principalmente alla performance di Gioia Tauro.

Nel 2020 il valore degli scambi commerciali via mare dell’Italia è stato pari a 206,3 mld €, registrando un -17% sull’anno precedente. Di questi 99,8 mld € sono in import (-23%) e 106,5 in export (-10%). Nel primo trimestre 2021 l’import export via mare ha registrato un incremento del 3%.

La Cina è il nostro principale Paese fornitore: con 20,5 mld € rappresenta il 21% di tutto l’import via mare italiano. Il primo Paese cliente per modalità marittima sono gli USA che con 27,2 mld € concentra il 26% del nostro export.

Il traffico Ro-Ro nel 2020 ha registrato 105 milioni di tonnellate rilevando un -7% sul 2019. Il 35% del traffico di rotabili in transito nei porti italiani è internazionale, proviene o è diretto all’estero.

Le rinfuse liquide per l’Italia rappresentano la categoria merceologica più significativa in termini di volumi e pertanto strategica. Nel 2020, con netta prevalenza dell’import, sono state movimentate circa 157 milioni di tonnellate, principalmente correlate alla domanda di raffinazione dei prodotti petroliferi e alla domanda energetica da soddisfare.

I primi 5 Energy Port italiani (Trieste, Augusta, Cagliari, Milazzo e Genova) rappresentano il 69% dell’intero traffico liquido nazionale e Trieste, con 37,6 milioni di tonnellate, si conferma lo scalo italiano che movimenta i volumi più elevati. Seguono Augusta e Cagliari.

Il PNRR prevede, a favore dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi oltre 3,8 miliardi per interventi per l’ammodernamento e il potenziamento dei porti, la realizzazione del Piano nazionale del Cold ironing che permette alle navi di sostare al porto eliminando le emissioni inquinanti, l’efficientamento energetico (green ports), e per agevolare l’intermodalità con la realizzazione dell’ultimo miglio ferroviario nei porti di Venezia, Ancona, Civitavecchia, Napoli e Salerno.

Fonte: srm 

Approfondimenti
Export agroalimentare e dazi USA
17 dicembre 2025 Export agroalimentare e dazi USA
ISMEA ha presentato il Rapporto annuale sull'agroalimentare che evidenzia risultati di eccellenza, malgrado il peso dei dazi USA.
Ottime prospettive per l’ospitalità italiana di lusso
11 dicembre 2025 Ottime prospettive per l’ospitalità italiana di lusso
Deloitte ha condotto un’indagine sull’evoluzione dell’hôtellerie di fascia alta in Europa, con un focus sulle preferenze di investimento nel mercato italiano.
Ocse: Spagna in crescita anche il prossimo biennio
1 dicembre 2025 Ocse: Spagna in crescita anche il prossimo biennio
Negli ultimi anni l'economia spagnola ha mostrato una crescita del PIL resiliente e costante, superiore a quella di Francia, Germania e Italia.
Brief Cdp: Export meccanica strumentale
17 novembre 2025 Brief Cdp: Export meccanica strumentale
Il 62% delle imprese italiane del settore macchinari industriali vende all’estero (22% la media manifatturiera), dove genera più della metà dei ricavi (un terzo la media manifatturiera).
Tessile, abbigliamento e pelletteria: il calo dell’export italiano nel biennio 2023-24
15 ottobre 2025 Tessile, abbigliamento e pelletteria: il calo dell’export italiano nel biennio 2023-24
Banca d’Italia ha pubblicato un'analisi sulla flessione delle esportazioni di tessile, abbigliamento e pelletteria made in Italy.
Circular Economy Act: avviata consultazione pubblica
15 settembre 2025 Circular Economy Act: avviata consultazione pubblica
La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica in vista della futura Legge europea sull’economia circolare, prevista per il 2026.
L’Italia nell’economia internazionale 2025
28 luglio 2025 L’Italia nell’economia internazionale 2025
Pubblicato il Rapporto ICE 2024 – 2025 “L’Italia nell’economia internazionale”.
Banca d’Italia: turismo internazionale 2024
3 luglio 2025 Banca d’Italia: turismo internazionale 2024
Secondo l’indagine di Banca d’Italia, nel 2024 la bilancia dei pagamenti turistica nazionale conferma la tendenza positiva osservata nel triennio precedente; il surplus raggiunge 21,2 miliardi di euro (1% del PIL).
Lombardia: scambi con l’estero 2024
24 giugno 2025 Lombardia: scambi con l’estero 2024
Nel 2024 l’economia della Lombardia ha continuato a crescere, seppure in misura contenuta (+0,7% la stima di Banca d’Italia), in linea con la media nazionale.
Umbria: scambi con l’estero 2024
24 giugno 2025 Umbria: scambi con l’estero 2024
Nel 2024 l’attività economica umbra è cresciuta, secondo stime basate sull’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) dello 0,7%, in linea con la media nazionale.