Crescono non soltanto i grandi gruppi e le multinazionali straniere, che ne costituiscono i due terzi, ma anche le aziende farmaceutiche italiane.
Secondo l'analisi del Centro Studi Einaudi, dal 2016 al 2023 l’industria farmaceutica in Italia ha visto la produzione salire da 30 a 52 miliardi di euro (+73%); l’export è più che raddoppiato (da 21,4 miliardi ai 49,1 del 2023).
L’industria è composta da un numero ridotto di imprese (0,1% delle imprese manifatturiere), ma genera l’8,2% dell’intero export manifatturiero e il 3,7% del valore aggiunto manifatturiero.
La farmaceutica è il settore con la maggiore produttività del lavoro (178mila euro di valore aggiunto per addetto, contro 81mila euro dell’intera industria manifatturiera).
Gli investimenti in R&S sono passati da 1,2 miliardi di euro del 2013, ai 2 miliardi del 2023 (+64%).
Le multinazionali straniere investono in Italia attratte da: manodopera qualificata e Centri di ricerca e ospedali di eccellenza, ma anche per le macchine per confezionamento dei farmaci all’avanguardia.
L’Italia è la prima tra le grandi economie europee per presenza di imprese a capitale statunitense, tedesco, francese, svizzero e giapponese.
Si è registra una notevole crescita, nel campo della farmaceutica e biotech, di applications all'European Patent Office di brevetti italiani: l’incremento nel periodo 2016 - 2023 è stato per la farmaceutica pari al +69% (da 124 a 209) e per le biotecnologie del +51% (da 68 a 103).
Esportazioni
L’export farmaceutico italiano (HS30) - che nel 2023 è stato uguale a 46,5 miliardi di euro (in crescita del 142% rispetto al 2016) - si può suddividere in due categorie:
- 34,3 miliardi di farmaci confezionati (HS3004), pari al 73,7% dell’export farmaceutico italiano (+142% rispetto al 2016)
- 10,9 miliardi di vaccini e farmaci biologici (HS3002), pari al 23,5% dell’export farmaceutico italiano (+128% rispetto al 2016).
Dal 2016 al 2023, la quota di mercato globale dell’industria farmaceutica italiana è passata dal 4,2% al 6%.
La quota di export di farmaci confezionati è salita dal 5,1% del 2016 all’8,2% del 2023.
Per l’export di vaccini e prodotti biologici la quota dell’Italia è passata dal 2,9% del 2016 al 3,6% del 2023.
Nei farmaci confezionati, l’Italia era l’ottavo Paese al mondo per valore dell’export nel 2016, è salita al terzo posto nel 2023.
Nel primo semestre 2024, le prime 5 province per export farmaceutico (Latina, Napoli, Firenze, Frosinone e Milano) rappresentano oltre il 60% dell’intero export italiano. Altre dieci province generano il 25% dell’export farmaceutico nazionale.
La bilancia commerciale della farmaceutica italiana è passata da un deficit di 0,1 miliardi del 2016 a un surplus di 16,3 miliardi del 2023.
Quali sono i prodotti farmaceutici più esportati?
Nell’export di farmaci confezionati spiccano:
- medicamenti in dosi, esclusi antibiotici e ormoni, vitamine e principi attivi antimalarici (26 miliardi di euro nel 2023, 56% dell’intero export farmaceutico italiano)
- medicamenti, contenenti ormoni, in dosi (4,7 miliardi di euro, 10% dell’intero export farmaceutico)
Nell’export di vaccini e farmaci biologici:
- prodotti immunologici in dosi per la vendita al minuto» (5,4 miliardi, pesano per il 12% sull’export farmaceutico italiano)
- vaccini per la medicina umana (4,2 miliardi) pesano per il 10%
- plasmaderivati (0,7 miliardi), pari al 2% dell’export.
FAB 13
Le aziende farmaceutiche storiche italiane sono capitanate da 13 realtà, denominate FAB13: Abiogen Pharma, Alfasigma, Angelini Pharma, Chiesi, Dompé Farmaceutici, Italfarmaco, IBN Savio, Kedrion Biopharma, Menarini, Molteni & C., Neopharmed Gentili, Recordati e Zambon.
Questo gruppo di imprese, nel 2023, ha superato i 16 miliardi di euro di volume di affari (+12% rispetto al 2022), trainato dalle esportazioni (+19%).
In Italia la forza del gruppo si basa su 40 tra uffici e sedi principali, che fungono da cuore strategico. A questi si associano 30 siti produttivi sparsi sul territorio nazionale e 27 centri o gruppi di R&D.
All’estero, la presenza delle FAB13 è altrettanto rilevante: 37 siti produttivi: 21 in Europa, 5 in Nord America, 5 in Sud America, 1 in Africa e 5 in Asia. Inoltre, ci sono 16 centri o gruppi di R&D, 10 in Europa, 5 in Nord America e 1 in Asia.
Complessivamente, le FAB13 contano 67 siti produttivi e 43 centri o gruppi di R&D in tutto il mondo. La rete di filiali è composta da 304 unità che supportano le operazioni globali del gruppo.
La crescita dell’export delle FAB13 (+19%) è stata molto superiore a quella delle esportazioni italiane di medicinali e preparati farmaceutici nel loro complesso (+3%).
Anche grazie al contributo delle FAB13, l’industria farmaceutica è ormai riconosciuta tra i "magnifici sette" settori di eccellenza del Made in Italy definiti dalla Fondazione Edison.
Fonte: Fondazione Edison | FAB13 Le 13 aziende storiche del made in Italy farmaceutico