06 mag 2025 10:32 6 maggio 2025

Gestione del rischio di credito per l’export: una leva strategica nei mercati emergenti

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Il Piano d’Azione per l’Export Italiano presentato il 21 marzo mira a raggiungere i 700 miliardi di euro di esportazioni entro fine legislatura, puntando con decisione su mercati emergenti ad alto potenziale.

Gestione del rischio di credito per l’export: una leva strategica nei mercati emergenti

Tra i paesi prioritari figurano: India, Messico, Brasile (più in generale, Mercosur e America Latina), Turchia, EAU ed Arabia Saudita (più in generale i Paesi del Golfo), Paesi ASEAN (in particolare Thailandia, Vietnam, Indonesia e Filippine), taluni Paesi dell’Africa (in particolare Sudafrica e Algeria), Balcani Occidentali (in particolare Serbia) e Asia Centrale.

I mercati emergenti offrono opportunità significative in termini di domanda di macchinari ed impianti, infrastrutture, energia, agritech e digitalizzazione, ma comportano anche rischi elevati sotto diversi profili:

  • rischio di credito, insolvenza dell’acquirente o ritardi nei pagamenti
  • rischio politico, instabilità istituzionale, conflitti, sanzioni
  • rischio normativo, incertezza legale e fiscale, barriere regolatorie
  • rischio di cambio, volatilità delle valute locali e rischio di convertibilità
  • rischio logistico e di esecuzione, problemi infrastrutturali, dogane, interruzioni nella catena di fornitura.

Il rischio di credito non è solo una questione di insolvenza, costituisce una minaccia concreta per la continuità aziendale, soprattutto nei Paesi ad elevato rischio spesso caratterizzati da un sistema bancario instabile.

Il rischio di credito incide direttamente sulla liquidità dell’impresa, sulla possibilità di accedere a finanziamenti e sulla solidità del rapporto con i partner internazionali. In assenza di una protezione adeguata, anche le operazioni che sembrano redditizie possono rapidamente trasformarsi in perdite significative.

Nei mercati emergenti, il rischio di credito è amplificato da:

  • scarsa trasparenza finanziaria degli acquirenti
  • incertezza nell'enforcement contrattuale
  • debolezza dei sistemi bancari locali.

Come gestire il rischio di credito e tutelare l’impresa

Per gestire efficacemente il rischio di credito, le imprese italiane possono avvalersi, oltre che di strumenti assicurativi, anche di soluzioni finanziarie ampiamente adottate a livello internazionale:

  • Lettera di Credito (LC) garantisce il pagamento al fornitore contro la presentazione di documenti conformi. È uno strumento molto utilizzato nei mercati ad alto profilo di rischio.
  • Standby Letter of Credit (SBLC) garantisce il pagamento di una determinata fornitura, nel caso in cui l’acquirente sia insolvente o inadempiente.
  • Payment Guarantee garantisce il pagamento di una determinata fornitura, nel caso in cui l’acquirente sia insolvente o inadempiente.

Le differenze sostanziali tra una Standby Letter of Credit e una Payment Guarantee si rilevano nei rispettivi corpi normativi: UCP 600/ISP98 per la Standby e URDG 758 per la Payment Guarantee.

Questi strumenti svolgono tre funzioni chiave:

  • Settlement: strumento di pagamento (funzione svolta dalla LC e dalla SBLC)
  • Risk Mitigation: mitigazione del rischio di credito per il venditore
  • Financing: consentono all’acquirente di ottenere dilazioni di pagamento, garantendo al contempo al venditore l’incasso immediato. (funzione svolta dalla LC e dalla SBLC c.d. di performance)

Vantaggi degli strumenti di copertura

L’utilizzo consapevole degli strumenti di gestione del rischio di credito consente alle imprese di:

  • operare in contesti complessi con maggiore sicurezza
  • pianificare investimenti e forniture senza temere insoluti
  • ridurre l’esposizione finanziaria migliorando il cash-flow
  • accedere a linee di credito bancarie con condizioni più vantaggiose
  • migliorare il posizionamento competitivo nei mercati esteri.

 La formazione, l’accesso a consulenze specialistiche e l’integrazione con le strategie aziendali di export sono essenziali per trasformare la gestione del rischio in un vantaggio competitivo reale.

Dotarsi degli strumenti giusti e saperli utilizzare in modo consapevole è oggi una condizione indispensabile per affrontare con successo l’internazionalizzazione. La copertura del rischio non è un costo, ma un investimento strategico per crescere in modo sicuro e sostenibile nel mondo.

Domenico Del Sorbo

Docente NIBI

 

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