La classifica annuale di Brand Finance analizza i principali marchi del mondo food per valore generato.
Top 10
Dal 2015 guida la classifica Nestlé con un valore del marchio di 20 miliardi di dollari (-4% rispetto al 2024). Al secondo posto Lay's, con un valore di 12,7 miliardi di dollari, al terzo Yili con un valore di 11,2 miliardi di dollari.
Seguono Tyson (valore 9,9 miliardi di dollari); Danone (valore 8,3 miliardi di dollari); Kellogg's valore 6 miliardi di dollari); il marchio statunitense di tortilla chips Doritos (valore 5,4 miliardi di dollari); Uni-President di Taiwan (valore 5 miliardi di dollari). Chiudono la Top 10 Barilla e la svizzera Lindt.
Marchi italiani
I marchi italiani sono passati da 4 a 9 e la quota del valore complessivo dei brand italiani in classifica è cresciuto dal 4% al 7%. L’andamento positivo è generalizzato:
- Barilla (9) guadagna 4 posizioni (valore totale 4,3 miliardi di euro)
- Kinder (22) recupera 6 posizioni (2,7 mld di euro)
- Nutella (38) scala 14 posizioni (1,9 mld di euro)
- Ferrero Rocher (46) recupera 19 posizioni (1,5 mld di euro)
- Gruppo Veronesi (70) che comprende Aia e Negroni era al 288° posto nel 2024 (940 milioni di euro)
- Amadori (80) avanza di 21 posizioni (860 mln di euro)
- Galbani (85) guadagna 36 posti (787,5 mln di euro)
- Parmalat (90) recupera 43 posizioni (727,6 mln di euro)
- Findus (94) (710,5 mln di euro).
Questo gruppo di marchi oggi vale oltre 14,4 miliardi di euro ed attende il probabile prossimo ingresso nel ranking di Beretta e Rana.
Il risultato è in controtendenza in un contesto internazionale in cui il valore complessivo dei 100 principali marchi è sceso del 6% (le multinazionali estere hanno pagato il calo dei consumi e la crescente attenzione dei consumatori a qualità del cibo e salute).
Massimo Pizzo, senior consultant di Brand Finance, attribuisce il successo dei marchi italiani a tre fattori: “la qualità dei prodotti, l’immagine positiva dell’Italia all’estero e l’efficacia delle politiche di export”.
In Italia sono attesi ulteriori cambiamenti a seguito delle acquisizioni di Carrefour e Plasmon da parte di New Princes e di WK Kellogg da parte di Ferrero.
Fonte: Brand Finance