La misura punta a favorire la diffusione dell’intelligenza artificiale tra le imprese italiane con una vocazione internazionale:
- che realizzino almeno il 3% del proprio fatturato all’estero
- operino come fornitrici di imprese esportatrici.
L’obiettivo di SIMEST è trasformare l’intelligenza artificiale in una nuova leva per l’export italiano.
Finanziata con le risorse del Fondo rotativo 394/81 (gestito da SIMEST in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) la nuova sezione “Investimenti IA” - sarà disponibile sul Portale Simest dei finanziamenti agevolati dal 21 settembre.
Esempi di investimento
Un’impresa potrà avvalersi della nuova misura per:
- migliorare la capacità di prevedere la domanda sui mercati esteri e di personalizzare l’offerta
- sviluppare nuovi prodotti e rafforzare le attività di comunicazione internazionale
- finanziare sistemi di IA per ottimizzare la produzione e la logistica
- migliorare la produttività aziendale automatizzando processi amministrativi e commerciali.
Tra gli investimenti agevolabili: infrastrutture cloud e sistemi di calcolo per l’IA, software e piattaforme di intelligenza artificiale, sviluppo e personalizzazione di modelli, integrazione con i sistemi aziendali, gestione e valorizzazione dei dati, formazione del personale, inserimento di competenze specialistiche, consulenze, certificazioni, cybersecurity, adeguamento all’AI Act e iniziative di governance dell’intelligenza artificiale.
Vantaggi
- 10% dell’intervento a fondo perduto
- Tassi di interesse del finanziamento particolarmente interessanti (0,37% ad oggi) in regime de minimis
- Durata fino a 8 anni (con 2 anni di preammortamento)
- Anticipo fino al 50% dell’importo finanziato.
Fonte: SIMEST
Analisi Unioncamere sull'adozione dell'IA tra le imprese
Secondo l’analisi di Unioncamere e Dintec, tra il 2024 e il 2025, la quota di aziende italiane che dichiara di utilizzare soluzioni di IA è passata dal 13,1% al 19,5%.
I Servizi si confermano il comparto trainante (25,9% delle imprese); l’Industria registra l'incremento più marcato balzando dal 6,2% del 2024 al 13,6% del 2025.
Nel 2023, appena il 3% delle imprese delle Filiere del Made in Italy (Moda, Automotive, Arredo, Agroalimentare) utilizzava l'IA. La quota è salita, nell'arco di un triennio, all'11%.
Tra i principali fattori di spinta all’utilizzo dell'Intelligenza Artificiale:
- maturità digitale dell’azienda
- capacità di gestire le attività di progettazione ricerca e sviluppo
- internazionalizzazione.

Le imprese che esportano mostrano un tasso di adozione dell'IA dell'11,9%, contro il 7,1% di quelle attive unicamente sul mercato interno.
Una recente ricerca di Banca d'Italia, registra un'analoga correlazione positiva tra: internazionalizzazione - maturità digitale dell'azienda - competenze finanziarie.
L’analisi di Unioncamere è basata su oltre 20.000 rilevazioni realizzate negli ultimi due anni con il SELFI4.0, lo strumento di assessment dei Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio.
Fonte: Unioncamere