20 giu 2022 08:23 20 giugno 2022

SACE - Simest: export italiano aprile 2022

di lettura

Nei primi quattro mesi dell’anno le esportazioni sono cresciute del 20,7% rispetto allo stesso periodo del 2021.

SACE - Simest: export italiano aprile 2022

Prevale il contributo alla crescita apportato dai valori medi unitari (+17,2%), a fronte di un incremento del dato in volume del 3%.

Mese di riferimento

La congiuntura.  Ad aprile le esportazioni di beni hanno continuato a crescere (+1,5% vs. mar’22), grazie agli aumenti verso i Paesi Ue (+1,2%) ed extra-Ue (+1,8%). In positivo anche l’andamento trimestrale (+6,9% a feb-apr’22 vs nov-gen’21).

Il trend.  In termini tendenziali, l’export ad aprile ha segnato un buon rialzo, seppur in fisiologico rallentamento (+14,9% da +23,1% di marzo); si amplia il deficit energetico e si conferma negativo il saldo commerciale.

Contesto globale.  Si accentuano gli effetti del conflitto sull’export italiano verso Mosca (-48,4% vs apr’21 e -19,3% gen-apr’22 su gen-apr’21).

I primi quattro mesi

Nei primi quattro mesi dell’anno le vendite oltreconfine sono aumentate del 20,7% rispetto allo stesso periodo del 2021, sostenute in particolar modo da metalli, articoli farmaceutici e chimica.

Dentro e fuori l’Unione Europea

L’export verso i Paesi Ue si conferma in forte crescita (+22,7%) supportato dagli incrementi di Spagna (+27,6%), Belgio (+26,9%) e Austria (+24,9%). Si segnalano aumenti significativi, seppure inferiori alla media, per Francia (+17,7%) e Germania (+17,1%), i nostri primi due partner commerciali.

Meno intenso ma pur sempre elevato il rialzo per i Paesi extra-Ue (+18,4%). Sono ancora sostenuti da rimbalzi statistici di diversa natura Stati Uniti (+29,9%) e Regno Unito (+24,5%). Crescita relativamente modesta per il Giappone (+11%) e negativa per la Cina (-3%), che sconta un effetto base sfavorevole. 

Focus Paesi

Tra gennaio e aprile le vendite di mezzi di trasporto hanno riportato un buon incremento tendenziale in Giappone (+16,9%), mentre sono diminuite in Germania (-2,9%), leader dell’automotive in Europa, e Austria (-3,7%). L’export di articoli in gomma e materie plastiche ha registrato ampi aumenti verso Tokyo (+31,6%) e Vienna (+23,2%), a fronte di un incremento sotto la media settoriale, seppur significativo, a Berlino (+14,4%). Gli articoli in pelle e simili sono cresciuti in misura marcata in Giappone (+23,5%) e Germania (+17,8%); l’aumento è stato piuttosto contenuto, invece, in Austria (+3,4%).

Focus industrie e settori

In termini di raggruppamenti principali di industrie, prosegue l’accelerazione per i beni intermedi (+25,2% gen-apr’22 vs gen-apr’21), trainati pressoché esclusivamente dall’incremento dei valori medi unitari (+24,8%). Continua anche il consistente aumento dell’export di energia (+111,1%; +100,6% gen-mar’22 vs. gen-mar‘21).

Forte anche la crescita dei beni di consumo (+20,0%) – sia durevoli (+17,0%) che non (+20,7%) – dove la spinta dei prezzi è meno accentuata (+10,5% i valori medi unitari per il trimestre).

Aumento relativamente più contenuto per i beni strumentali (+10,2%), dovuto specie alla meccanica strumentale.

Ampiamente positiva la dinamica di sostanze e prodotti chimici (+27,4%), specie nei Paesi Ue (+32,3%), come Belgio (+69%), hub del settore, e Spagna (+40,1%); deciso l’aumento in Cina (+39,7%).

Rialzo marcato anche per l’export di mobili (+17,5%) per cui si osservano aumenti diffusi in numerosi mercati. Fra questi si segnalano Paesi Bassi (+28,9%), Svizzera (+27,8%) e Stati Uniti (+27,1%).

Relativamente più moderato, invece, l’incremento per la meccanica strumentale (+6,5%), sostenuto principalmente dai Paesi Ue (+10,8%). La domanda risulta maggiormente elevata in India (+24,1%), Spagna (+20,4%) e USA (+16,8%).

Fonte: SACE

Analisi di mercato
Design economy 2026
20 aprile 2026 Design economy 2026
Il rapporto annuale Design Economy racconta l’evoluzione del design in Italia e in Europa.
Istat: export febbraio 2026
17 aprile 2026 Istat: export febbraio 2026
L’Istat stima a febbraio un aumento su base mensile dell’export grazie alle maggiori vendite verso l’area extra Ue (+5,3%), mentre l’export verso l’area Ue risulta stazionario.
SACE: export vino italiano nel 2025
14 aprile 2026 SACE: export vino italiano nel 2025
L’Italia è il primo produttore mondiale di vino con 47,3 milioni di ettolitri nel 2025.
Banca d’Italia: proiezioni economiche 2026 – 28
13 aprile 2026 Banca d’Italia: proiezioni economiche 2026 – 28
Pubblicate le proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2026 - 28 elaborate da Banca d’Italia. 
Made in Italy, all’estero cresce il valore del marchio ma resta l’ombra dell’Italian sounding
10 aprile 2026 Made in Italy, all’estero cresce il valore del marchio ma resta l’ombra dell’Italian sounding
Tra successo internazionale e imitazioni, il made in Italy deve rafforzare identità e competitività.
Istat: competitività settori produttivi 2026
23 marzo 2026 Istat: competitività settori produttivi 2026
Il Rapporto dell’Istat sulla competitività delinea il quadro aggiornato delle dinamiche del sistema produttivo italiano.
Economia globale del benessere +7,6% nei prossimi 5 anni
17 marzo 2026 Economia globale del benessere +7,6% nei prossimi 5 anni
L'economia del benessere nel Nord America è cresciuta del 7,9% all'anno dal 2019 al 2024, in Medio Oriente e Nord Africa del 7,2% e in Europa del 6,3% all'anno.
Istat: Export regioni IV trimestre 2025
11 marzo 2026 Istat: Export regioni IV trimestre 2025
Nel 2025 la crescita dell’export nazionale in valore rispetto all’anno precedente (+3,3%), è sintesi di dinamiche territoriali differenziate.
Assocalzaturifici: export 2025 a 11,5 miliardi (-1,1%)
3 marzo 2026 Assocalzaturifici: export 2025 a 11,5 miliardi (-1,1%)
Nonostante le incertezze geopolitiche e il rallentamento globale dei consumi di moda, l’industria calzaturiera italiana contiene le perdite.
Export vino 2025: calo negli USA, in Cina, UK e Svizzera
1 marzo 2026 Export vino 2025: calo negli USA, in Cina, UK e Svizzera
L’incertezza causata dall’introduzione dei dazi, l’indebolimento del dollaro e la contrazione dei consumi nel mercato statunitense spingono i produttori italiani verso altre destinazioni.