14 apr 2026 18:17 14 aprile 2026

SACE: export vino italiano nel 2025

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L’Italia è il primo produttore mondiale di vino con 47,3 milioni di ettolitri nel 2025.

SACE: export vino italiano nel 2025

Seguono Francia (35,9 milioni di ettolitri), Spagna (29,4 milioni di ettolitri), Stati Uniti, Australia e Argentina.

Il mercato globale del vino è stimato avere un valore di circa $360 miliardi nel 2025 che dovrebbe salire a circa $370 miliardi a fine anno, per poi espandersi fino a $440 miliardi entro il 2031 (tasso di crescita medio annuo CAGR del 3,37%.

Francia, Italia e Spagna sono i maggiori esportatori di vino in valore. Parigi si conferma il principale esportatore mondiale rappresentando quasi un terzo di tutte le vendite estere grazie anche a un prezzo delle bottiglie d’oltralpe mediamente più alto rispetto alle altre

L’Italia rafforza la sua quota  di mercato (cresciuta dal 20,1% del 2020 all’attuale 22%) e Madrid chiude il podio poco sotto il 10%.

Il panorama degli altri esportatori è vario, con molte aree geografiche che rappresentano tra il 3% e il 5% del totale.

La recente crescita italiana è stata disomogenea a livello geografico: bene le regioni meridionali (+19%), incrementi moderati nelle aree settentrionali, lieve calo del Centro imputabile per lo più alla minore produzione toscana (-3%).

Calo dell'export

Il 2025 non è stato una “buona annata” per l’export di vini italiani che si è contratto del 3,7% a 7,8 miliardi di euro:

  • a pesare maggiormente il calo dei vini rossi e rosé fermi (-5,4%) che rappresentano circa il 40%
  • il comparto degli spumanti si è contratto del 2,5%
  • quello dei vini bianchi fermi dell’1,5%
  • quello dei vini frizzanti del 3,5%
  • mosti, vini liquorosi e altro del 12,5%.

Stati Uniti, Germania e Regno Unito, primi tre mercati di destinazione, rappresentano quasi il 50% dell’export italiano di vini.

Esportazioni italiane di vini nei primi tre mercati, 2025
(peso su export italiano di vini; export di vini; var. % annua)

Export vino USA Germania UK

Seguono Canada, Svizzera e Francia, che insieme rappresentano circa il 15% delle vendite oltre confine di vini italiani. Mentre Ottawa (-5,9% per un valore di 421 milioni di euro) e Berna (-4,2% per 393 milioni di euro) hanno ridotto la domanda di vino italiano, Parigi l’ha invece aumentata (+3,6%) raggiungendo i 310 milioni di euro.

Molto positiva la dinamica delle vendite nell’Europa dell’Est (Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Bulgaria) e in Croazia e Slovenia, così come in Brasile e Vietnam.

Il Veneto con 2,9 miliardi di euro si conferma saldamente al vertice delle regioni italiane per export di vino, più che raddoppiando il valore esportato dalla Toscana e dal Piemonte che la seguono con 1,2 miliardi. Tutte e tre le regioni, così come Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna, hanno riportato delle performance negative, mentre cresce la domanda internazionale di vini lombardi, pugliesi e friulani.

Top 10 Regioni esportatrici di vino (€ mld; var. % 2025-2024)

Export vino regioni italiane

Prospettive: trend consumi e criticità

Le prospettive di crescita sono legate soprattutto alla capacità di intercettare nuove tendenze di consumo, tra cui la domanda di prodotti sostenibili, biologici e legati all’esperienza del territorio.

I consumi di vino stanno cambiando in modo significativo a livello globale. Nei Paesi tradizionalmente consumatori si registra una riduzione del consumo pro-capite, mentre cresce l’interesse nei mercati emergenti.

I consumatori bevono meno, ma scelgono prodotti di qualità superiore. Parallelamente, cresce l’interesse per vini a basso contenuto alcolico o analcolici, in linea con una maggiore attenzione alla salute.

Tra le criticità che il settore vitivinicolo deve affrontare: l’aumento dei costi dell’energia, dei fertilizzanti come di altri prodotti necessari alla filiera (ad esempio il vetro); le incognite legate alle tariffe dei mercati di destinazione, su tutti quello americano; i cambiamenti climatici che incidono in modo crescente sulla produzione aumentando i rischi.

FonteSACE Focus ON - Vino

Vini dealcolati: i dati dell’Osservatorio UIV-Vinitaly

Nel 2025 in Germania, Regno Unito e Stati Uniti i vini Nolo (no e low alcohol) hanno realizzato vendite nella grande distribuzione per oltre 1,2 miliardi di euro (160 milioni le bottiglie commercializzate).

Il segmento dei vini dealcolati vede quest’anno esordire la produzione in Italia, dopo anni di stallo legislativo. Secondo una recente indagine dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly sulla quasi totalità delle imprese italiane che stanno organizzando linee di vini dealcolati, l’aumento produttivo previsto nel 2026 è +90%, con una quota export attestata al 91% e il grosso delle vendite fatte sul canale retail (77%).

Le tipologie a listino vedono una leggera prevalenza dei no-alcohol (54%), con un aumento significativo dell’opzione “bevanda a base vino”, balzata dal 3% del 2025 al 27% odierno.

Tra i mercati tradizionali, prevale l’obiettivo Nordamerica (Usa e Canada) ma anche Germania, Austria e Svizzera. Tra i mercati nuovi ed emergenti: Messico, Polonia, Cina, Medioriente e Africa.

Il 71% dei ristoranti, interpellati dall’Osservatorio Fipe-Uiv “Vino & Ristorazione” in collaborazione con Vinitaly, dichiara di non essere interessato a inserire in carta i vini dealcolati, mentre solo il 3% dice di averli già in lista con successo.

Fonte: Unione Italiana Vini

 

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