L’enogastronomia è un’esperienza diffusa e trasversale che comprende: visite a mercati locali, ricerca di trattorie autentiche, soggiorni in aziende agricole, prodotti enogastronomici come ricordi di viaggio, curiosità per le specialità regionali…
Secondo i risultati dell'indagine - spiega Roberta Garibaldi, Presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico - “l’interesse per la gastronomia italiana e per il turismo enogastronomico rimane fortissimo in tutti i Paesi analizzati, con livelli di reputazione e aspirazione altissimi. Tuttavia, emergono nuove sfide e differenze significative nei comportamenti, che rendono ancora più urgente il tema della misurazione, della digitalizzazione e della professionalizzazione del settore”.
Enogastronomia driver primario di attrattività
I soggiorni enogastronomici di turisti stranieri sono aumentati del 176% nell’ultimo decennio, raggiungendo nel 2024: 760 mila arrivi, 2,4 milioni di pernottamenti e una spesa complessiva di 396 milioni di euro (ENIT, 2025).
Le ricerche internazionali più recenti sul turismo confermano l’esistenza di un forte desiderio di esperienze lente, genuine, legate al territorio.
Nuove traiettorie del turismo del gusto
- Autenticità e ritorno all’essenziale: esperienze naturali, sincere e partecipative
- Intimità e discrezione: riservatezza come nuova dimensione del lusso
- Comunità del gusto: micro-comunità tematiche e forme di socialità esperienziale per rafforzare il legame visitatori - territori
- Dal turismo di massa al valore: transizione dal volume alla qualità, con al centro sostenibilità e distribuzione equa dei benefici.
Analisi comparata
Il Rapporto sul turismo enogastronomico cerca di dare risposte ad alcune domande interessanti:
- “Cosa pensano i turisti stranieri delle esperienze enogastronomiche in Italia?”
- “Quali aspetti ritengano più autentici o migliorabili?”
- “Quali differenze esistano nella loro percezione delle principali destinazioni?”.
Sette turisti su 10 hanno indicato l’enogastronomia come motivazione primaria di almeno una delle loro vacanze più recenti. I francesi mostrano la propensione più alta (74%), seguiti da austriaci e svizzeri (71%), e, a chiudere, i britannici (60%).
La bellezza del paesaggio rurale e la presenza di ristoranti locali sono i principali elementi che influenzano la scelta (81-88% e 65-81% rispettivamente). A seguire, la qualità dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli (52-67%) e l’ampiezza dell’offerta di esperienze a tema (52-69%).
Cibo e vino sono tra i principali driver che sostengono l’immagine dell’Italia a livello internazionale, insieme alla moda, all’arte e alla cultura. L’indagine conferma che l’enogastronomia è stata indicata come il primo elemento associato all’Italia (34-55%), con la sola eccezione dei francesi, che tendono a evocare prima i monumenti.
Oltre la metà dei turisti internazionali (56-81%) dichiara di voler vivere esperienze enogastronomiche in Italia nei prossimi 3 anni (il 70% dei francesi). Tra le mete più desiderate spiccano Toscana, Sicilia e Sardegna.
Regioni italiane preferite per i prossimi viaggi enogastronomici in Italia
% sul totale (valori 4-5) - anno 2025

Il turismo enogastronomico rappresenta un'opportunità di sviluppo di grande rilievo per tutti i territori rurali italiani, una leva di marketing capace di alimentare lo sviluppo di un’offerta turistica di qualità.
Il Rapporto conclude: “Occorre tematizzare i territori, lavorare su prodotti identitari ad alto impatto, calibrare la capacità di carico culturale e sociale, e restituire valore alle comunità attraverso reinvestimenti visibili (ad esempio con la tassa di soggiorno), professionalizzare la governance, monitorare le capacità di carico e integrarle con sistemi predittivi, favorire la distribuzione dei flussi durante l’anno, rivedere le attività di comunicazione, promozione e commercializzazione in quest’ottica.
Diventare Ecosistemi del Sapere e del Sapore, pensarsi come sistema integrato piuttosto che come singolo prodotto o servizio. Destinazioni e aziende devono costruire filiere integrate, superando la logica della singola visita o degustazione. Il valore aggiunto nasce dall’interconnessione tra produttori, ristorazione, ospitalità e cultura”.
Fonte: Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2025 (Roberta Garibaldi)