Secondo il Rapporto annuale di Cosmetica Italia, l’industria cosmetica mondiale ha raggiunto un valore di 555 miliardi di euro nel 2024, con una crescita media prevista per i prossimi tre anni del 6%.
Gli Stati Uniti hanno mantenuto la principale quota di mercato con 107 miliardi di euro nel 2024; la Cina (65 miliardi di euro) rimane il secondo mercato mondiale.
L’Europa si conferma tra i protagonisti nei consumi mondiali di prodotti cosmetici insieme a Brasile (27,5 miliardi di euro) e Giappone (25,1 miliardi).
Tra i Paesi europei si conferma il primato dei consumi in Germania (16,9 miliardi di euro), davanti a Francia (14,2 miliardi di euro) e Italia (13,4 miliardi).
Seguono Regno Unito (12,2 miliardi di euro) e Spagna (11,2 miliardi di euro). Questi 5 paesi coprono circa il 65% del mercato europeo che nel 2024 ha toccato i 104 miliardi di euro (+6,4%) .

Classifica delle vendite europee di cosmetici
- Prodotti dedicati alla cura della pelle del viso e del corpo (29% sul totale)
- prodotti legati all’igiene personale (23,8%)
- cura capelli (17,4%)
- profumeria alcolica (16,5%)
- trucco (13,4%).
L’Italia si caratterizza per un consumo più orientato verso i prodotti per la cura pelle, rispetto alla media europea; i Paesi Bassi verso i prodotti legati all’igiene personale; la Svezia ha una concentrazione più alta a favore dei prodotti per il trucco.
La Germania ha, mediamente, un consumo più orientato verso i prodotti per la cura capelli; la Francia si contraddistingue per un consumo più spiccato verso il mondo della profumeria alcolica.
Consumi di cosmetici nel 2024 per categoria

Elaborazione Centro Studi su base dati Cosmetics Europe e Statista. Valori in milioni di euro - prezzi al pubblico
Trend in atto
- Medio Oriente e Africa si stanno affermando come nuovi poli di crescita, grazie a una popolazione giovane e a un crescente interesse per prodotti di bellezza personalizzati
- L’uso dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata permettono di creare prodotti su misura, analizzando i fabbisogni distintivi dei singoli
- L’integrazione di app e realtà aumentata permettono ai consumatori di provare virtualmente i prodotti
- La ritualità del consumo di cosmetici, sia online che offline, accompagnata a nuovi modelli di esperienzialità nei punti vendita, migliora l’ingaggio del consumatore nei confronti dei marchi
- Si rafforza l’importanza del packaging eco-friendly (materiali riciclati e riciclabili a basso impatto ambientale).
- Nella prima parte del 2025 emergono alcune criticità dettate dalla difficoltà di reperimento e di costo delle materie prime (siccità, rincaro dei costi energetici e della logistica).
Produzione in Italia
La più importante concentrazione di imprese cosmetiche si trova nel nord-ovest dell’Italia con un peso di poco superiore al 59%. La Lombardia nel 2024 si conferma la regione con la più alta densità d’imprese cosmetiche con quasi il 54%, seguita da Emilia-Romagna (10,2%), Veneto (7,2%) e Toscana (5,9%). Ampia parte della concentrazione in Lombardia è legata alla vocazione terzista di molte unità produttive.
In Calabria, Sardegna, Molise e Valle d’Aosta si registrano insediamenti industriali poco significativi. Seppure con valori ancora poco rilevanti, in Puglia e in Campania si stanno manifestando nuove piccole realtà produttive, spesso legate al territorio e a produzioni specifiche e di nicchia.
L’analisi della distribuzione geografica del fatturato delle imprese cosmetiche nel 2024 conferma la forte concentrazione in Lombardia che è prossima al 67%, seguita da Lazio, con il 7,6% del fatturato di settore e dall’Emilia-Romagna con il 6,1%. Segue la Toscana con il 4,7%.
Esportazioni di cosmetici
Nell’arco di vent’anni il peso dell’export sul totale del fatturato dell’industria cosmetica in Italia è raddoppiato (passando dal 24,7% del 2004 al 48%) e in valore assoluto le esportazioni sono quasi quadruplicate passando da 2 miliardi di euro a oltre 7,9 miliardi nel 2024 (+12% rispetto al 2023).
Stati Uniti (+19,3%), Francia (+13%) e Germania (+8,2%) da sole, concentrano 2,7 miliardi di export cosmetico (un terzo del valore totale delle esportazioni italiane). Tra le destinazioni extra-europea cresciute a doppia cifra: Emirati Arabi Uniti (+19,7%), Australia (+11,7%) e Messico (+17,0%).
Il report segnala inoltre una crescita dell’export cosmetico nel corso del 2024 verso Canada (+5,4%), Corea del Sud (+5,2%), India (+20,7%) e Nigeria (+6,7%).
Entrando nel merito delle famiglie di prodotto emerge l’importante crescita della profumeria alcolica (+26,3%) che rappresenta la prima famiglia di prodotto esportata per peso a valore e della cura pelle, seconda categoria a valore, con un +2,3% rispetto al 2023. Le prime due famiglie concentrano oltre metà del totale export cosmetico italiano con più di 4,2 miliardi di euro. Seguono, per dinamiche di crescita, i prodotti per il trucco che, con 1,2 miliardi di euro, crescono del 10,7%.
Nonostante le tensioni a livello globale e le pressioni derivanti dalla concorrenza internazionale e da regolamentazioni sempre più stringenti, la cosmetica italiana può contare su asset strategici importanti: un know-how consolidato, la qualità riconosciuta dei prodotti, lo stile distintivo e la fiducia che il Made in Italy.
Tuttavia, persistono criticità interne da affrontare: l’assenza di una visione sistemica a livello Paese, la prevalenza di micro e piccole imprese, una comunicazione spesso frammentata, una filiera non ancora pienamente strutturata e la carenza di figure professionali qualificate.
Fonte: Cosmetica Italia