Secondo i dati di preconsuntivo 2025 del Centro Studi di UCIMU, nel 2025 la produzione si è attestata a 6.420 milioni di euro (+1,5% rispetto all’anno precedente).
I costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione nel 2025 hanno affrontato una difficile situazione internazionale (conflitti, dazi USA, crisi automotive in Germania..).
L’export si è ridotto in quasi tutti i principali mercati di destinazione a quota 3.710 milioni (-13,2% rispetto al 2024).
Il dato di export/produzione è tornato a scendere fermandosi a 57,8%.
La ripresa del consumo interno ha trainato le consegne dei costruttori italiani sul mercato domestico spingendola a 2.710 milioni (+32% rispetto all’anno precedente).
Ciononostante, i risultati sono poco soddisfacenti perché restano ancora molto inferiori ai valori ottenuti negli anni precedenti.
Principali mercati di sbocco macchine utensili
Secondo l’elaborazione UCIMU sui dati ISTAT, nel periodo gennaio-settembre 2025 i principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di sole macchine utensili sono risultati:
- Stati Uniti (423 milioni di euro, -8,1%)
- Germania (196 milioni di euro, -29,7%)
- Francia (145 milioni, -0,5%)
- India (135 milioni -4,2%)
- Polonia (135 milioni, +13,3%).
Previsioni per il 2026
Il Centro Studi di UCIMU indica una crescita moderata dei principali indicatori economici: la produzione raggiungerà i 6.590 milioni (+2,6% rispetto al 2025).
Tornano in campo positivo le esportazioni (+0,7% rispetto al 2025), attestandosi a 3.735 milioni di euro.
Le consegne dei costruttori italiani cresceranno a 2.855 milioni di euro (+5,4% rispetto al 2025), sostenute dall’aumento della domanda domestica.
Il consumo italiano di macchine utensili, robot e automazione crescerà a 4.730 milioni (+5,9% rispetto al 2025).
Anche le importazioni potranno giovarsi della ripresa della domanda interna, come dimostra la previsione di crescita del 6,8%, a 1.875 milioni di euro.
Il dato di export/produzione scenderà ancora, fermandosi a 56,7%.
Il presidente UCIMU Riccardo Rosa ha commentato:
“Non ci aspettavamo fosse l’export a zavorrare il risultato finale come invece è accaduto. L’indebolimento di alcuni mercati, a partire dalla Germania travolta dalla crisi dell’automotive, la difficoltà delle vendite negli USA, nostro primo mercato di sbocco, a causa dei dazi, la chiusura di alcune aree particolarmente ricche di opportunità come la Russia, impongono lo sviluppo delle relazioni commerciali con le aree tradizionali e con quelle “alternative” tra cui i paesi dell’Area del Mercosur.
Con riferimento all’Asia, India e paesi del Sud est asiatico sono per noi osservati speciali perché caratterizzati da una crescita molto forte e da una buona predisposizione nei nostri confronti”.
Fonte: UCIMU - Sistemi per produrre