05 dic 2025 11:03 5 dicembre 2025

Previsioni crescita India, Cina, Indonesia, Turchia e Brasile

di lettura

Secondo le recenti proiezioni Ocse, il PIL a livello mondiale dovrebbe crescere del 2,9% nel 2026 e del 3,1% nel 2027.

Previsioni crescita India, Cina, Indonesia, Turchia e Brasile

Gli effetti dell'aumento dei dazi doganali, non ancora pienamente avvertiti, iniziano a diventare evidenti nelle scelte di spesa, nei costi aziendali e nei prezzi al consumo, soprattutto negli Stati Uniti.

La crescita del commercio mondiale ha subito un rallentamento dopo la forte attività di anticipazione degli scambi di merci in previsione dell'aumento dei dazi.

Un ulteriore aumento delle barriere commerciali, in particolare per quanto riguarda i fattori produttivi critici, potrebbe arrecare notevoli danni alle catene di approvvigionamento e alla produzione mondiale.

Paesi G20 leader nella crescita 2025 - 2027

Paesi leader crescita 2026 - 2027

India

Secondo le proiezioni Ocse, il PIL reale crescerà del 6,7% nell'anno fiscale 2025-2026, del 6,2% nel 2026-2027 e del 6,4% nel 2027-2028.

I consumi privati saranno sostenuti dall'aumento dei redditi reali, grazie al persistere di un basso tasso di inflazione e alla riduzione delle imposte sui consumi.

Il dinamismo degli investimenti sarà sostenuto dal calo dei costi di finanziamento e dal consistente aumento della spesa pubblica.

La produzione manifatturiera ha registrato un incremento costante, sostenuta da una forte domanda di beni strumentali e da una crescita significativa delle esportazioni di prodotti di ingegneria.

Il settore dei servizi ha contribuito in modo significativo alla crescita, trainato dai risultati positivi del finanziario, commerciale, trasporti e tecnologie dell'informazione.

Tuttavia, le persistenti strozzature infrastrutturali, quali l'inefficienza dell'approvvigionamento elettrico, l'inadeguatezza delle reti di trasporto e l'accesso limitato alle tecnologie digitali, continuano a frenare la competitività e ad ampliare le disparità regionali.

I nuovi dazi bilaterali del 50% imposti dagli Stati Uniti peseranno in particolare sugli investimenti nei settori ad alta intensità di manodopera e orientati all'esportazione, quali il tessile, il chimico e l'ingegneria.

Le esportazioni di merci verso gli Stati Uniti rappresentano circa il 2% del PIL indiano. La crescita più debole delle esportazioni, dovuta ai dazi statunitensi, dovrebbe ridurre la crescita del PIL nell'esercizio 2025-2026 di circa 0,4 punti percentuali e di circa 0,3 punti percentuali in quello 2026-2027.

I negoziati bilaterali con gli Stati Uniti potrebbero portare a una riduzione dei dazi e stimolare le esportazioni e gli investimenti, mentre l'aumento dei prezzi delle importazioni di petrolio potrebbe generare pressioni inflazionistiche.

Cina

La crescita economica in Cina quest’anno rimarrà invariata rispetto al 2024, attestandosi al 5%, per scendere al 4,4% nel 2026 e al 4,3% nel 2027.

Nel 2025 la politica di bilancio è stata espansiva, con l'introduzione di una serie di misure volte a sostenere i redditi e stimolare i consumi, oltre al programma di permute di automobili ed elettrodomestici.

Gli investimenti nel settore immobiliare continueranno a registrare contrazioni, con una conseguente diminuzione dei prezzi, a seguito dell'eliminazione della capacità in eccesso.

Il prossimo Piano Quinquennale inizierà nel 2026 e prevede la realizzazione di nuovi progetti infrastrutturali, tra cui la diga sul fiume Yarlung Tsangpo in Tibet (spesa stimata: circa l'1% del PIL annuo fino al 2030).

Le esportazioni saranno limitate dall'aumento dei dazi statunitensi. La quota degli Stati Uniti nelle esportazioni di merci cinesi si è ridotta all'11,4 % nei primi tre trimestri del 2025, registrando un calo di quattro punti percentuali negli ultimi due anni, mentre le esportazioni verso la maggior parte delle altre destinazioni hanno segnato una rapida espansione.

Nel settore manifatturiero la Cina sta affrontando problematiche quali la concorrenza agguerrita, l'eccesso di capacità produttiva e l'erosione dei margini di profitto. Una maggiore tutela dei consumatori, l'applicazione rigorosa delle normative ambientali e un miglior controllo della qualità dei prodotti, possono spingere le imprese a impegnarsi in una concorrenza leale e corretta.

Indonesia

Secondo le proiezioni, il PIL reale crescerà del 5% nel 2025 e nel 2026, e del 5,1% nel 2027. Il basso livello dell'inflazione e l'allentamento delle condizioni finanziarie stimoleranno i consumi privati e gli investimenti.

Tuttavia, il rallentamento della crescita delle esportazioni, in un contesto di crescenti tensioni commerciali a livello mondiale, dovrebbe avere un impatto negativo sull'attività economica.

In base all'accordo commerciale bilaterale preliminare con gli Stati Uniti annunciato nel luglio 2025, alle esportazioni indonesiane si applica un dazio del 19%. L'impatto diretto sulla crescita dovrebbe essere modesto, dato che le esportazioni di merci verso gli Stati Uniti rappresentano meno del 2 % del PIL complessivo.

Turchia

Si prevede che il Pil crescerà del 3,6% nel 2025, del 3,4% nel 2026 e del 4% nel 2027. Dazi doganali più elevati indeboliranno le esportazioni, ma si prevede che l'effetto sarà relativamente limitato e di breve durata.

Il miglioramento delle condizioni finanziarie sosterrà i consumi privati ​​e gli investimenti nel 2026 e nel 2027, il che a sua volta innescherà un aumento delle importazioni.

Si prevede che il calo dell'inflazione continuerà. L'inflazione complessiva dovrebbe scendere al 10% entro la fine del 2027.

Gli Stati Uniti hanno applicato un'aliquota tariffaria del 15% sulle esportazioni della Turchia dall'agosto 2025. L'impatto diretto di questa misura sarà probabilmente limitato, poiché le esportazioni verso gli Stati Uniti rappresentano circa il 6% delle esportazioni della Turchia e l'1% del PIL.

Brasile

Il PIL reale dovrebbe crescere del 2,4% nel 2025, per scendere all'1,7% nel 2026 e risalire al 2,2% nel 2027.

La crescita sarà principalmente trainata dalla domanda interna. I consumi privati saranno sostenuti dalla costante creazione di posti di lavoro e dalla forte crescita dei salari.

Gli elevati tassi di interesse e l'incertezza politica a livello mondiale continueranno a gravare sugli investimenti nel 2026, mentre l'aumento dei dazi su molte esportazioni verso gli Stati Uniti, se mantenuto, avrà un impatto negativo sulle esportazioni.

La politica monetaria rimarrà restrittiva a causa delle persistenti pressioni inflazionistiche, ma dovrebbe allentarsi gradualmente a partire dal 2026. Le riforme strutturali volte a rimuovere le strozzature normative nei servizi professionali, nelle industrie di rete e nei mercati digitali saranno cruciali per stimolare la produttività e la crescita a lungo termine. 

L'impatto degli elevati dazi effettivi, che superano il 30%, imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni dal Brasile è stato finora limitato, poiché l'abbondanza dei raccolti e la diversificazione dei mercati di esportazione ne hanno mitigato gli effetti. 

Zona Euro

Secondo le previsioni, la crescita del PIL dovrebbe passare dall'1,3% del 2025, all'1,2% del 2026, all'1,4% nel 2027, grazie al rafforzamento della domanda interna e alla ripresa degli scambi commerciali.

I consumi privati saranno sostenuti dalla resilienza dei mercati del lavoro e dall'aumento dei redditi reali. Gli investimenti privati saranno frenati dall'incertezza, ma beneficeranno del miglioramento delle condizioni di finanziamento, mentre gli investimenti pubblici saranno sostenuti nel 2026 dai finanziamenti mobilitati nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF).

Ad agosto, gli Stati Uniti hanno introdotto dazi del 15% sulle importazioni di beni dall'UE, incluse automobili e ricambi, nonché un dazio del 50% sulle importazioni di acciaio e alluminio e di prodotti finiti realizzati con tali metalli. L'Unione europea ha interrotto l'applicazione di un prelievo del 10% sulle importazioni di automobili statunitensi, mentre sta esaminando ulteriori misure per tutelare l'industria siderurgica e altri settori industriali europei.

Proiezioni Ocse sull'Italia >

Fonte: OECD (2025), Prospettive economiche dell'OCSE, Volume 2025 Numero 2: Estratti della pubblicazione, N. 118, OECD Publishing, Paris

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