L’export della meccanica varia italiana nel primo semestre 2025 registra una crescita marginale dello 0,4% (pari a 19,8 miliardi di euro) rispetto al medesimo periodo del 2024. Questo dato riflette un settore resiliente, ma il contesto internazionale è caratterizzato da un crescente grado di incertezza e le performance dei comparti sono molto eterogenee.
Secondo l'analisi realizzata dall'ufficio Statistica e Market intelligence di Anima Confindustria sui dati del primo semestre, circa il 60% della produzione è destinata ai mercati esteri.
Export
Gli Stati Uniti si confermano primo paese di destinazione (2,3 miliardi di euro totali), anche grazie all’incremento di ordini nei primi mesi dell’anno per fare scorte in vista dell’entrata in vigore dei dazi.
La Germania, pur rimanendo il secondo mercato per l'export italiano (1,87 miliardi di euro), continua a registrare segnali di debolezza (-3,3%), confermando un trend negativo che si protrae da diversi trimestri.
Anche la Francia mostra fragilità crescenti (-6,3%), con contrazioni in diversi comparti, evidenziando come l'instabilità stia pesando sulla domanda industriale interna.
In netta crescita l’export verso la Spagna (+13,1%) che sale al quarto posto tra le destinazioni della meccanica Anima, con un totale di 934 milioni di euro.
Dazi USA
I dazi americani colpiscono duramente la meccanica industriale e strumentale. A fronte dell’accordo quadro siglato tra Ue e Usa, la Casa Bianca ha successivamente introdotto nuovi dazi al 50% sulle componenti in acciaio e alluminio su 407 codici doganali - che vanno a colpire l’80% della produzione dei settori rappresentati da Anima - portando i dazi a una percentuale di gran lunga superiore al 15%. Il rischio è di perdere quote di mercato negli Stati Uniti, primo partner extraeuropeo del comparto.
Varie aziende della meccanica hanno già iniziato la diversificazione geografica, trovando sbocchi in mercati extraeuropei, soprattutto in Arabia e Emirati Arabi Uniti.
Import
Sul fronte dell'import i dati evidenziano una crescita generale significativa del 6,7%, che segnala una pressione competitiva crescente da parte dei fornitori esteri.
Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria ha commentato: “Le tensioni geopolitiche, la questione dei dazi statunitensi, l'indebolimento dei principali partner europei e la crescente pressione competitiva dall'estero generano incertezza per il futuro.
La capacità dimostrata dalle imprese italiane di mantenere buone posizioni sui mercati globali rappresenta un elemento positivo, ma la situazione richiede attenzione costante e interventi strutturali per tutelare la competitività di una branca strategica per l’intera economia nazionale”.
Fonte: ANIMA
Cala la fiducia dell'industria meccanica nel secondo semestre
Secondo l’ultimo sondaggio di Anima Confindustria condotto presso le aziende associate, sono diffusi i segnali di rallentamento nel secondo semestre 2025, con stime che in diversi casi anticipano una riduzione del fatturato superiore al 5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Circa un’azienda su quattro prevede una diminuzione significativa, mentre le prospettive di crescita appaiono limitate.
Solo una quota ridotta delle imprese ipotizza aumenti consistenti delle vendite oltreconfine, mentre prevalgono previsioni di stabilità. Il 27,5% del campione segnala un possibile arretramento fino al 5%, confermando che il calo della domanda internazionale continua a pesare sulle performance del settore e restringe le opportunità di crescita all'estero.
L’aumento dei costi energetici, la volatilità delle materie prime e le tensioni geopolitiche comprimono la redditività e riducono la capacità di investimento.