La Mappa dell’export 2026 consente una lettura integrata dei rischi e delle opportunità dei principali Paesi.
Secondo l’aggiornamento SACE, la dinamica attesa per gli scambi mondiali di beni continua a essere positiva: nel triennio di previsione 2026 - 28 il commercio mondiale di beni in volume è previsto crescere del 2,3% in media.
Il quadro complessivo dei rischi tracciato da SACE evidenzia una sostanziale stabilità sia del rischio di credito sia del rischio politico nel 2026, pur con un’elevata eterogeneità tra aree geografiche e Paesi.
- I punteggi di rischio del credito restano invariati in 93 mercati (che pesano per il 24% dell’export italiano); diminuiscono in 63 (pari al 35% dell’export); e aumentano nei restanti 38 (pari al 41% dell’export).
- Anche le metriche del rischio politico mantengono gli stessi livelli del 2025 per 94 Paesi (che compongono l’80% dell’export italiano).
- Non va trascurato il rischio legato al cambiamento climatico i cui effetti possono avere ricadute sul business delle imprese italiane che operano in particolare in America Latina, Asia e Africa Subsahariana, aree in cui si registrano eventi estremi.
Diversi Paesi presentano i più alti valori degli indicatori di opportunità (sia di export che di investimento) con livelli di rischio che, seppure eterogenei, restano mediamente contenuti.
L’analisi SACE individua 16 mercati strategici che presentano le maggiori opportunità per le imprese italiane e dove il nostro export di beni nell’ultimo quinquennio è cresciuto in media del 6%, raggiungendo a fine 2025 il valore di € 83 miliardi (12,9% sul totale export).

La capacità di leggere i mercati, integrata con un’accorta gestione del rischio, è fondamentale per le imprese che puntano su export e internazionalizzazione.
La competitività delle imprese passa sempre più dalla diversificazione geografica: oggi il 45% delle imprese italiane esporta in un solo mercato, una concentrazione che aumenta l’esposizione alle turbolenze internazionali e rende più vulnerabili a cambi normativi, geopolitici, o macroeconomici.
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