23 mar 2026 18:17 23 marzo 2026

Istat: competitività settori produttivi 2026

di lettura

Il Rapporto dell’Istat sulla competitività delinea il quadro aggiornato delle dinamiche del sistema produttivo italiano.

Istat: competitività settori produttivi 2026

L’export dell’Italia appare più esposto nei confronti dei mercati extra-Ue (48,2% nel 2025), rispetto al 44% per la Germania, al 46,1% per la Francia, al 37,6% per la Spagna.

La crescente instabilità dei mercati extra-Ue richiede un riposizionamento competitivo delle imprese italiane per sfruttare maggiormente i benefici del mercato unico.

Un’alternativa è rappresentata dalla ricerca di maggiore stabilità nelle relazioni con i Paesi extra-Ue, attraverso la stipula di accordi con aree ad elevato potenziale di crescita come il MERCOSUR (Mercato Comune del Sud) e l'India.

Nel 2025, il valore delle importazioni complessive italiane dalla Cina risulta in forte aumento rispetto all’anno precedente (+17,2%). La Cina ormai pesa per il 10,3% dell’import totale italiano, più di quanto osservato per Germania (7,5%), Francia (6,6%) e Spagna (8,8%), confermando una tendenza di lungo periodo all’aumento della penetrazione commerciale cinese in Italia. La rilevanza degli input produttivi di provenienza cinese per la produzione manifatturiera italiana è cresciuta del 60% dal 2017 al 2025.

L’indicatore sintetico di competitività (ISCo) evidenzia nel 2025 una tenuta della competitività nei settori ad alta specializzazione tecnologica e nella Farmaceutica; una persistente debolezza dei comparti tradizionali e del Tessile; un indebolimento diffuso nei Macchinari e nei beni intermedi.

Effetti dei dazi sull'export italiano

Nel 2025, tra le maggiori economie europee, solo l’Italia ha evidenziato un incremento delle esportazioni negli Stati Uniti (+7,2%) nonostante i nuovi dazi. In riduzione, invece, le esportazioni verso gli USA di Francia (-0,9%), Germania e Spagna (oltre il -9%).

Nel 2025 gli Stati Uniti hanno assorbito il 10,8% dell’export italiano di beni (contro il 7,8% della Francia, il 4,2% della Spagna, il 9,4% della Germania). Da una simulazione realizzata a partire dalle tavole input-output internazionali, nell’ipotesi teorica di un azzeramento delle esportazioni negli Stati Uniti il Pil italiano si ridurrebbe dell’1,1%  (circa 20 miliardi di euro): lo 0,8% generato da effetti diretti, lo 0,3% da effetti indiretti. Circa un terzo dell’effetto totale deriverebbe dai settori più esposti verso questo mercato (Chimica, Farmaceutica, Prodotti da minerali non metalliferi, Metallurgia, Prodotti in metallo e Macchinari).

L’imposizione dei nuovi dazi sulle esportazioni di merci ha avuto, sull’export italiano del 2025, effetti negativi di modesta entità: a un raddoppio delle aliquote medie effettive, corrisponde una mancata crescita delle esportazioni pari al 3,2%, con un impatto eterogeneo tra i diversi gruppi di prodotti. 

Gli effetti negativi più elevati si registrano per Prodotti minerali e Metalli preziosi/gioielli, più contenuti per Articoli manufatti vari; Strumenti di ottica, medici, orologi, musica; Legno, sughero, carta; Macchine e apparecchi; Materiale elettrico.

Per tre gruppi, l’imposizione dei dazi ha avuto un effetto positivo sulla dinamica delle esportazioni, anche a seguito del riorientamento dei flussi globali delle merci: Grassi e olii vegetali; Calzature, cappelli, ombrelli; Materie plastiche e gomma.

Trend settoriali

La crescita dell’export manifatturiero nel 2025 (+3,2%) si deve al contributo di soli cinque settori:

  • Farmaceutica (+28,5%)
  • Mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli (+22,2%)
  • Metallurgia (+16,5%)
  • Alimentari (+6,3%)
  • Legno (+3,5%).

Tre di questi (Farmaceutica, Alimentari e Metallurgia), insieme ai Macchinari, sono tra quelli con il peso più elevato sull’export della manifattura. Per 12 settori su 22 le esportazioni sono diminuite, con flessioni comprese tra l’1,2% (Chimica e Mobili) e il 15,3% (Coke e raffinazione).

Per ogni settore della manifattura e dei servizi l’Istat rende disponibili schede di sintesi aggiornate che riportano i principali indicatori, le performance delle imprese e informazioni di natura congiunturale.

Fonte: Istat (Rapporto sulla competitività dei settori produttivi – Edizione 2026)

Principali paesi di origine e destinazione delle merci | Anni 2010 - 2025 (valori percentuali)

Export Import Italia 2025

(a) Gennaio-novembre

Fonte: Istat, Elaborazioni su dati Eurostat, International Trade in Goods (Comext database)

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