27 giu 2013 19:16 27 giugno 2013

Investire in Etiopia

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La Repubblica Federale Democratica d'Etiopia ha una popolazione di circa 94 milioni di abitanti. Oltre alla capitale amministrativa, Addis Abeba (2 milioni e 900 mila abitanti), ha altre due città importanti: Dire Daua, polo commerciale e agricolo, con industrie tessili, alimentari e del cemento e Macallé, importante mercato agricolo con industrie alimentari.

L’Etiopia fa parte dell’ACP (African, Caribbean and Pacific Group of States), del G-24 (Intergovernmental Group of Twenty-Four on International Monetary Affairs and Development), dell’IBRD (International Bank for Reconstruction and Development), dell’IMF (International Monetary Fund), dell’UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development), di UNIDO (United Nations Industrial Development Organization), WCO (World Customs Organization), WIPO (World Intellectual Property Organization) e partecipa come osservatore alla WTO (World Trade Organization).

Principali settori economici

Nel 2012 il Pil è cresciuto del 7%. L’agricoltura rappresenta il 46% del PIL ed occupa l’85% della popolazione. I principali prodotti agricoli sono: caffè, legumi, semi oleosi, cereali, patate, canna da zucchero e ortaggi.
I terreni sono di proprietà dello Stato, che li può concedere in uso a lungo termine (99 anni).
Le tecniche di coltivazione sono arretrate, tuttavia gli aiuti di Stato e quelli di donatori stranieri stanno sostenendo la ripresa del settore.

Il numero di bovini in Etiopia pone il Paese al primo posto in Africa e al 10° su base mondiale. Sono in forte crescita i settori dell’allevamento, della produzione di prodotti zootecnici e del pellame. Le Autorità statali mantengono un approccio protezionistico al settore mediante strumenti fiscali che gravano sui prodotti semilavorati.

L’Etiopia è un ambiente geologicamente favorevole per la presenza di una grande varietà di risorse naturali: tra esse si evidenziano soprattutto oro, platino, tantalio, soda, fosforite e petrolio. Tra le misure attuative del piano quinquennale Growth and Transformation Plan sono compresi strumenti di incentivazione agli investimenti, anche stranieri, volti allo sfruttamento economico delle risorse naturali e minerarie del Paese.

L’industria è poco sviluppata: essendo strettamente legata al settore agricolo, si concentra sulla lavorazione di prodotti alimentari e tessili.

Il potenziale di sfruttamento delle risorse energetiche, rinnovabili (soprattutto idriche) e non, è vasto. Il Governo ha riformato il quadro legale e regolamentare per lo sviluppo della produzione di energia per rendere l’Etiopia il maggior esportatore di energia elettrica del Continente, attraverso la realizzazione di un sistema di linee elettriche con il Sudan.

Settori favorevoli per gli investimenti esteri

Il Growth and transformation Plan ha individuato nel settore agricolo la chiave dello sviluppo del Paese, prevedendo il coinvolgimento di investitori stranieri:

  • i terreni possono essere ottenuti in concessione dallo Stato a basso costo e per periodi lunghi
  • la forza lavoro e le materie prime sono di facile reperimento in loco
  • la rilevanza del settore agricolo nell’economia etiope permette l’erogazione di crediti agevolati a imprese italiane che decidano di operare in joint venture con imprese locali, ai sensi dell’articolo 7 della legge italiana 49/87
  • l’energia: l’incremento della capacità produttiva nel settore dell’energia elettrica è una priorità del Governo etiope (anche perché la sostenuta crescita economica degli ultimi anni ha determinato un aumento della richiesta energetica).

L’Ethiopian Electric Power Corporation (EEPCO) ha elaborato un piano di sviluppo della rete elettrica, e di rafforzamento della produzione energetica mediante il ricorso a fonti rinnovabili come quella idroelettrica, eolica, geotermica.

I progetti di sfruttamento delle energie rinnovabili e degli elettrodotti sono sostenuti da finanziamenti stanziati dall’Unione Europea, dall’Agenzia Francese di Sviluppo, nonché da Paesi come Germania e Giappone. L’obiettivo è quello di attrarre investimenti stranieri e creare opportunità per produttori indipendenti con meccanismi di concessione e con tariffe garantite.

Il settore delle costruzioni e delle infrastrutture in Etiopia rappresenta uno dei fattori chiave della crescita economica del Paese. Gli investimenti, in particolare, si concentrano:

  • nell’edilizia residenziale e commerciale privata, dove la domanda di nuovi edifici è in costante crescita, soprattutto nei maggiori centri urbani (a fronte della necessità di 900.000 nuove abitazioni, ne sono finora state costruite ca. 213.000, nei 56 maggiori centri urbani)
  • nella costruzione di infrastrutture pubbliche come strade, dighe e grandi impianti di irrigazione (miglioramento della rete stradale del Paese per ridurre i tempi di percorrenza tra le principali città dell’Etiopia; costruzione di 7 nuove dighe sui corsi d’acqua del Paese, tra cui la Gran Renaissance Dam (GRD) sul fiume Nilo; 12 grandi impianti di irrigazione, con uno stanziamento di fondi pari a circa 600 milioni di Euro).

Le principali modalità di ingresso nel mercato etiope delle costruzioni e delle infrastrutture sono rappresentate:

  • dagli appalti pubblici, regolati dall’Ethiopian Federal Government Procurement and Property administration Proclamation n. 649/2009
  • dalle public-private partnership, che rappresentano una via alternativa, e ancora in fase di sviluppo, allo strumento degli appalti pubblici.

Provenienza investimenti esteri

  • Europa 24%
  • Asia 22%
  • Medio Oriente 21%
  • Nord America 19%
  • Africa 11%
  • Altri 3%.

 

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Aeroporto di Modjo

La crescita del traffico aereo su Addis Abeba avrà conseguenze importanti anche in tema di infrastrutture aeroportuali. L'attuale aeroporto della capitale etiopica (Bole international airport), pur avendo solo dieci anni ed essendo uno dei più moderni dell'Africa (capacità di servire circa 6 milioni di passeggeri all'anno) è considerato quasi saturo ed è destinato, in futuro, a rimanere attivo come terminal cargo e per i voli domestici.

Il Governo ha recentemente approvato un progetto per la costruzione di un nuovo aeroporto internazionale. Sarebbe stata individuata la località di Modjo, cittadina situata a 70 km da Addis e a circa1.600 m sul livello del mare, contro i 2400 dell'attuale aeroporto. La minore altitudine consentirebbe di superare uno dei principali limiti all'espansione della compagnia, ovvero l'attuale impossibilità di voli transcontinentali diretti dovuta alla necessità di ridurre il peso degli apparecchi limitando la quantità di carburante al decollo. La maggior parte dei voli di Ethiopian ha infatti un'autonomia di 5-6 ore.

Si tratta di un progetto ancora in embrione e non esente da critiche. La distanza non indifferente della futura infrastruttura dalla capitale, anche laddove venissero ultimati i previsti, nuovi collegamenti autostradali e ferroviari, rischia di avere conseguenze significative sulle coincidenze tra voli internazionali e nazionali. 

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