Nel periodo gennaio - giugno 2026, l’export nazionale in valore è crescita del 4,5%: l’aumento delle esportazioni è marcato per il Centro (+11,9%) e per le Isole (+8,8%), di poco inferiore alla media nazionale per il Nord-ovest (+4,3%), più contenuto per il Sud (+3,8%) e il Nord-est (+1,9%).
Nei primi 6 mesi dell’anno, le regioni italiane che registrano gli incrementi tendenziali più marcati dell’export in valore sono:
- Basilicata (+29,5%)
- Toscana (+23,8%)
- Puglia (+15,2%)
- Sardegna (+11,6%).
All’opposto, l’Istat segnala le dinamiche negative di Friuli-Venezia Giulia (-9,6%), Lazio (-6,8%), Valle d’Aosta (-5,7%) e Campania (-4,6%).

Settori più dinamici
Nel primo semestre dell’anno in corso, l’aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dalla Toscana spiega per 2,4 punti percentuali la crescita su base annua dell’export nazionale.
Le maggiori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Veneto e Marche e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana e Lombardia hanno fornito un ulteriore contributo positivo all’export nazionale di 1,2 punti percentuali.
Per contro, fornisce un contributo negativo di 1,6 punti percentuali alla variazione dell’export la riduzione delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici dalla Toscana, di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Campania e Lazio e di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Friuli-Venezia Giulia e Lazio.
Principali mercati di destinazione
Nel primo semestre 2026, i contributi positivi maggiori alla crescita tendenziale dell’export nazionale derivano dall’aumento delle vendite
- della Toscana verso Svizzera (+434,1%), Cina (+136,4%) e Stati Uniti (+13,7%)
- del Veneto verso Stati Uniti (+31%)
- della Lombardia verso Svizzera (+17%) e Paesi Bassi (+23,8%).
Gli apporti negativi più ampi, invece, provengono dal calo delle vendite del Friuli-Venezia Giulia verso gli Stati Uniti (-67,2%), della Campania verso la Svizzera (-31,3%) e della Toscana verso Turchia (-61,6%) e Spagna (-31,4%).
Nell’analisi provinciale dell’export, si segnalano le performance positive di Arezzo, Venezia, Gorizia, Torino e Milano.
I contributi negativi più ampi derivano da Trieste, Roma, Napoli, Frosinone e Palermo.
Fonte: Istat