Si stima un volume mondiale complessivo di 3,5 milioni di tonnellate, ben superiore alla precedente campagna (2,5 milioni di tonnellate). La UE rappresenta oltre il 60% della produzione totale di olio di oliva.
La Spagna registra la crescita più importante in volume con livelli tornati sopra 1,4 milioni di tonnellate. Tra gli altri paesi europei si evidenzia anche la crescita della Grecia (+61% rispetto allo scorso anno) e del Portogallo (+24%). Tra i paesi terzi si segnalano gli ottimi risultati di Turchia e Tunisia.
Principali paesi produttori di olio di oliva (migliaia di tonnellate)

Gli scambi internazionali nei primi tre mesi del 2025 hanno fatto registrare incrementi significativi in termini di volumi (+20%) a fronte di una flessione del valore complessivo degli scambi (-20%) che deriva dalla riduzione dei listini.
Dopo due anni di rialzi fino a livelli mai registrati prima, con la campagna produttiva iniziata nel 2024, le quotazioni del prodotto proveniente dai competitor dell’Italia sono scesi. L’EVO spagnolo è passato rapidamente dai quasi 9 euro ai 3,60 al kg di giugno 2025, guidando verso la stessa direzione anche quello greco e tunisino.
Così non è stato per l’extravergine italiano, restato saldamente in media sopra i 9 euro al chilo, nonostante uno scenario internazionale decisamente flessivo.
In Italia
Secondo le elaborazioni Ismea dei dati Agea, i volumi in Italia si attesterebbero poco sotto le 250 mila tonnellate (-24%), una previsione più ottimistica rispetto a quella di settembre.
Nelle regioni settentrionali i volumi sono più che raddoppiati rispetto all’anno precedente che era risultato particolarmente scarso. Situazione analoga nelle regioni del Centro.
Gli incrementi del Centro-Nord non sono sufficienti a contrastare l’annata di scarica delle regioni del Sud dove viene ottenuto l’86% dei volumi totali. La riduzione produttiva è stata determinata soprattutto dalla Puglia che ha quasi dimezzato le produzioni dell’anno precedente, mentre Sicilia e Calabria hanno contenuto le perdite.
Nel 2024 l’Italia ha registrato un forte aumento delle esportazioni di olio di oliva e sansa, pari a 344 mila tonnellate (+7%) per un valore di oltre 3,08 miliardi di euro (+43%), a fronte di importazioni pari a 446 mila tonnellate (+3%) per una spesa di 3,1 miliardi di euro (+28%). Questo ha permesso una significativa riduzione del disavanzo commerciale del settore.
Dinamica 2024/2023 delle esportazioni verso le principali destinazioni
- USA: +4% le esportazioni in volume e +41% quelle in valore
- Germania: +26% le esportazioni in volume e +68% quelle in valore
- Francia: -4% le esportazioni in volume e +30% quelle in valore.
Principali Paesi esportatori (tonnellate)

Le importazioni italiane, da gennaio ad aprile 2025, hanno superato le 250 mila tonnellate segnando un +66%, a fronte del quale la spesa è scesa del 13%, conseguenza del rientro dei prezzi internazionali.
Fonte: Ismea