L’analisi presenta una lettura del sistema, basata su fonti ufficiali, e un approfondimento congiunturale con le risposte date da un panel qualificato di imprese.
Il campione è composto da 530 aziende manifatturiere italiane dell’arredamento e dell’illuminazione con fatturato superiore ai 10 milioni di euro, che esprimono un giro d’affari aggregato che ha sfiorato i 20 miliardi di euro nel 2024 e una quota di vendite oltreconfine del 43%.
Esportazioni italiane
Nel 2025, le esportazioni del comparto arredo-illuminazione hanno evidenziato una dinamica complessivamente stabile (+0,4%), in un contesto internazionale complesso.
L’Europa si conferma il principale mercato di riferimento, concentrando oltre il 65% del valore complessivo dell’export settoriale.
All’interno dell’area europea registrano andamenti positivi Paesi Bassi (+7,6%), Spagna (+5,6%), Germania (+4,8%) e Regno Unito (+2,5%); in negativo la Francia (-2,1%).
Si è registrata una contrazione verso alcuni mercati storici extra-UE, in particolare Cina (-9,4%) e Stati Uniti (-4%).
A livello territoriale, nel 2025:
- il Nord Est registra le performance più favorevoli con un aumento del fatturato del +2,8% e delle vendite oltreconfine del +2,7%
- il Centro-Sud mostra una crescita contenuta (+0,9% il fatturato e +2% l’export)
- il Nord Ovest evidenzia una flessione delle vendite complessive (-2,5%) e una riduzione più limitata dell’export (-1,2%).

Risultati dell’indagine
Le imprese rispondenti dichiarano di aver chiuso il 2025 con un fatturato complessivo in crescita dell’1,3% rispetto al 2024 e con vendite oltreconfine in aumento dell’1,8%.
Le imprese con fatturato superiore ai 100 milioni di euro hanno registrato un andamento significativamente migliore rispetto alla media (vendite +3,1% | export +3,3%).
Al contrario, le imprese di dimensione medio-piccola segnalano difficoltà persistenti, con cali sia sul mercato domestico sia su quello estero.
Le imprese che appartengono a contesti distrettuali dichiarano una crescita del fatturato dell’1,8% e un aumento delle vendite estere del 2,8%, mentre quelle non distrettuali evidenziano una dinamica negativa (-1,1% delle vendite totali e -3,9% l’export).
Stati Uniti e dazi
Il 69% delle imprese rispondenti esporta negli Stati Uniti, confermando la centralità del mercato americano per il comparto. L’esposizione risulta però fortemente differenziata a livello territoriale, con un’incidenza particolarmente elevata nel Nord Ovest (94,1%), rispetto al Nord Est (60,9%) e al Centro-Sud (65,4%).
Di fronte ai dazi, le imprese hanno reagito soprattutto con strategie di adattamento:
- mantenimento dei prezzi di vendita: il 44,7% dichiara di non aver subito cali dei volumi esportati
- il 34% ha difeso i prezzi accettando una riduzione delle quantità vendute.

Aspettative per il 2026
Guardando al 2026, le imprese esprimono aspettative prevalentemente positive, improntate alla cautela. Il 63% delle aziende prevede un aumento del fatturato complessivo, mentre una quota più contenuta si attende stabilità (15%) o una contrazione (22%).
Nel complesso, le stime restituiscono uno scenario di crescita graduale e contenuta, con un incremento medio atteso dello 0,8% per le vendite totali e dello 0,2% per l’export.
Le aspettative risultano fortemente condizionate dall’evoluzione del contesto macroeconomico e geopolitico, nonché dalla persistente volatilità dei mercati internazionali.
L’analisi territoriale evidenzia che nel Nord Ovest prevalgono prospettive di recupero, con un aumento del fatturato attesa pari al +1,1%, sostenuta soprattutto da una dinamica estera più favorevole (+2,5%).
Nel Centro-Sud, le imprese mostrano le aspettative complessivamente più positive, con un incremento previsto del fatturato del +1,5% e una crescita oltreconfine pari al +1,8%.
Di contro, nel Nord Est le imprese delineano uno scenario di consolidamento, dopo le buone performance del 2025: per il 2026 il fatturato è atteso sostanzialmente stabile (+0,2%), accompagnato da una flessione delle vendite oltreconfine (−1,1%).
Competitività e obiettivi strategici
La competitività del comparto si fonda sempre più sulla capacità di adattare e personalizzare l’offerta (69,7% delle imprese), seguita dalla riconoscibilità del brand (57,3%) e dalla professionalità e competenza del personale (48,3%). La competizione si sposta da logiche di costo a logiche di valore, fondate su flessibilità produttiva, personalizzazione, forza del brand e competenze.
L’obiettivo più diffusamente perseguito nel biennio 2024 - 2025 è rappresentato dalla conservazione dei margini e della competitività (58,8%), seguito dall’ampliamento e dalla diversificazione della gamma di beni e servizi offerti (52,9%) e dal rafforzamento della reputazione del brand (49,4%). Appaiono invece più contenute le strategie di espansione delle quote di mercato, in particolare all’estero (29,4%).
Il 49,4% delle imprese indica come prioritaria la riduzione degli input energetici e produttivi, mentre il 44,8% segnala la necessità di intervenire sul cuneo fiscale sul lavoro. Seguono la riduzione delle barriere commerciali (39,1%) e lo snellimento degli ostacoli burocratici (25,3%)
La capacità di risposta alle tensioni esterne appare sempre più legata alla scala dimensionale, alla partecipazione a filiere integrate e al possesso di asset immateriali distintivi.
Restano tuttavia criticità trasversali: il capitale umano rappresenta un vincolo strutturale per la difficoltà di reperire competenze tecniche e specialistiche e per il limitato ricambio generazionale; sul piano della governance, prevalgono modelli a forte impronta familiare e radicamento territoriale, che garantiscono continuità ma si accompagnano a un approccio prudente verso l’apertura del capitale.
Fonte: Area Studi Mediobanca Report legno arredo 2026