Nel 2025 il valore complessivo delle autorizzazioni per movimentazioni di materiali d’armamento è stato pari a 11,141 miliardi di euro (erano 8,44 miliardi nel 2024):
- 9,164 miliardi di euro di movimentazioni in uscita (+19,14% rispetto ai 7,691 miliardi del 2024)
- 1,977 miliardi in entrata in Italia (+165,86 % rispetto ai 743,775 milion del 2024).
Il numero dei Paesi destinatari delle licenze di esportazione nel 2025 è stato di 88, in lieve diminuzione rispetto allo scorso anno (90).
- Il Medio Oriente e l’Africa Settentrionale (area MENA) rappresentano l’area di destinazione più rilevante (37% rispetto al 12,86% del 2024).
- I Paesi UE e membri europei della NATO sono passati dal 39% per cento del 2024 al 32% del 2025).
- I flussi verso l’Asia ammontano al 12.65 % del totale (rispetto al 27% del 2024).
- L'America Settentrionale è al 6% (rispetto al 4,77%); l'America Centromeridionale al 3,49% (rispetto all’1%).
- L'Africa Centromeridionale è destinazione dello 0,49% del totale dell’export, in netta diminuzione rispetto al 9% registrato nel 2024.
Paesi di destinazione dell’export italiano di armamenti
Per le autorizzazioni individuali, il valore dei trasferimenti/esportazioni verso i Paesi UE + NATO è stato pari al 37,62% del totale (nel 2024 era al 44%). Di tale somma, il 59,15 % è destinato a Paesi UE, il restante 40,85% ai membri NATO non-Ue.
I Paesi di destinazione più rilevanti come valore dell’export sono i seguenti.

La relazione evidenzia che:
- per quanto riguarda l’Ucraina, “le forniture gestite dal Ministero della Difesa non necessitano di autorizzazione UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali d’armamento del ministero degli Esteri) e quindi esulano dalle presenti statistiche”
- non appare Israele perché “le caratteristiche dell’intervento israeliano su Gaza in reazione al criminale assalto condotto da Hamas il 7 ottobre 2023 hanno indotto l’Autorità UAMA a non concedere nuove autorizzazioni all’esportazione ai sensi della Legge 185/1990”
Per quanto riguarda le importazioni, la relazione evidenzia come nel 2025 il valore delle 556 licenze individuali di importazione sia stato di 1,98 miliardi di euro (in aumento del 165,86 % rispetto ai 743,8 milioni di euro del 2024). I primi 10 Paesi di provenienza corrispondono al 98,24% del totale. I primi tre fornitori: Svizzera (30%), Stati Uniti (29%), Regno Unito (14%).
Tipologia delle esportazioni
La categoria “materiali” costituisce, per valore complessivo e per numero di articoli, quella maggioritaria, con il 58,17% del totale per un valore di 4,491 miliardi di euro (in netto calo rispetto al 2024 quando costituiva l’81,31%).
In forte aumento i “servizi” (2,68 miliardi, 34,71 %, del totale, era al 3,38% nel 2024).
Il settore delle “tecnologie” ammonta a 338 milioni di euro, che corrispondono al 4,37 % (era all’11,97% nel 2024).
Il settore dei “ricambi” ammonta a 212 milioni, che corrispondono al 2,75% (in diminuzione rispetto al 3,34 % del 2024).
Fra le categorie di materiali di armamento più significative nell'attività di esportazione del 2025:
- aeromobili 3.214 milioni di euro
- missilistica 820 milioni di euro
- veicoli terresti 783 milioni di euro
- munizioni 604 milioni di euro
- armi e sistemi d’arma 529 milioni di euro
- apparecchiature elettroniche 507 milioni di euro
- software 59 milioni di euro
- tecnologie per lo sviluppo e la produzione 264 milioni di euro.
Gli operatori del settore
Secondo i dati del Registro nazionale delle imprese e consorzi operanti nel settore della progettazione, produzione, importazione, esportazione, manutenzione e lavorazione dei materiali di armamento, il numero totale di imprese a dicembre 2025 era pari a 498 (in aumento rispetto alle 433 del 2024).
Secondo i dati del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, le prime 15 società esportatrici hanno un peso pari al 90,44% sul totale del valore esportato, con licenze individuali da 159 operatori complessivi.
Il primo operatore è LEONARDO (con il 54,09%), seguito a distanza da IVECO Defence Vehicles (con il 7,44%), RWM Italia (con il 4,62%), MBDA ITALIA (con il 3,17%).
Approfondimenti >