Il "Rapporto Economia del Mare 2026" contiene dati sull'export dell’economia del mare che è riconducibile a due categorie:
- produzione imbarcazioni (export 2025 pari a 10,4 miliardi di euro, +39,9% su base annua)
- pesca, lavorazione, conservazione e commercializzazione di prodotti ittici (il contributo del settore sfiora 1,1 miliardi, +3,2%).
Nel 2025, cantieristica e settore pesca costituiscono l’1,8% dell’export italiano, con un rafforzamento del contributo della cantieristica, che passa dall’1,2% del 2024 all’1,6%; il settore ittico mantiene la propria quota stabile intorno allo 0,17%.

Sul versante delle importazioni, l’economia del mare cresce nel 2025 del 4,2%, per un valore complessivo di beni importati pari a 9,5 miliardi di euro (1,6 miliardi riconducibili alla cantieristica, +4% rispetto al 2024; 7,9 miliardi ai prodotti ittici +4,2%).
La forte dipendenza di prodotti ittici genera un persistente e consistente disavanzo nella bilancia commerciale ittica, pari a circa 6,8 miliardi nel 2025 (il significativo avanzo della cantieristica, pari a oltre 8,7 miliardi, compensa il deficit ittico).
Export provinciale
Il primato dell’export ittico spetta alla provincia di Como (244,8 milioni di euro), riflettendo una forte attività di trasformazione industriale e commerciale. Al secondo posto Venezia (66,2 milioni di euro) e Rovigo (61,8 milioni di euro).
Considerando l’incidenza sull’economia locale del settore ittico, la classifica cambia: Vibo Valentia (15%) e Agrigento (6%) registrano i valori più elevati, al terzo posto Como, con una incidenza del 3,9%.
Il quadro della cantieristica è caratterizzato da una forte concentrazione delle esportazioni in pochi poli industriali specializzati. Trieste si conferma al primo posto con 2,6 miliardi di euro, seguita da Lucca (1,3 miliardi di euro), La Spezia (1,2 milioni di euro) e Gorizia (1 milione di euro).
Considerando le incidenze sull’export provinciale, evidenziano una specializzazione marcata: La Spezia (61,6%), Palermo (50,7%), Gorizia (47,8%) e Trieste (45,7%).

Principali mercati export prodotti ittici
Nel 2025 la Spagna è la destinazione principale dei prodotti ittici italiani (15,2% dell’export, in calo rispetto al 18,2% del 2013).
In calo anche la quota del secondo mercato più importante, la Germania (dal 12,8% del 2013 al 10,1% del 2025)
Al terzo posto stabile la Francia attorno all’8%, seguono l’Austria (5,2% nel 2025, era il 6,3% nel 2013) e la Croazia (5,1%).
Aumenta la voce “Altri Paesi” che raggiunge il 56,3% (47,4% nel 2013): i prodotti ittici italiani stanno conquistando nuove fette di mercato, con un conseguente minor peso dei mercati tradizionali.

Principali mercati export cantieristica
Le esportazioni complessive della cantieristica sono passate dai 3,6 miliardi di euro del 2011 ai 10,4 miliardi del 2025, registrando un aumento di quasi sette miliardi (+184,2%).
L’Italia ha esportato, nel 2025, “navi e strutture galleggianti” per un valore di quasi 6 miliardi, mentre la “nautica da diporto” ha sfiorato i 4,4 miliardi; in entrambi i casi si tratta del massimo storico.
Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di sbocco, con il 32,2% delle esportazioni italiane del settore (era il 30% nel 2013).
Si affermano nuovi poli di destinazione:
- la Germania, con oltre il 10% dell’export complessivo e un ritorno economico di circa 1 miliardo di euro nel 2025, è il secondo partner commerciale
- le Isole Cayman al terzo posto (9,1% delle esportazioni)
- l’Indonesia conquista il quarto posto (8,1%)
- la Spagna (5,4%).
Si riduce il peso della voce “Altri Paesi”, che passa dal 40,7% del 2013 al 34,8% del 2025.

Fonte: XIV Rapporto Economia del Mare 2026