09 feb 2026 17:27 9 febbraio 2026

Brief Cdp: export robotica italiana

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L’Unione Europea è il primo esportatore mondiale di robot a uso industriale e professionale.

Brief Cdp: export robotica italiana

Secondo il Brief Cdp “La robotica come leva strategica per l’Europa” il settore nel 2024 ha registrato scambi internazionali pari a 78 miliardi di dollari a livello mondiale.

L’Unione Europea ha espresso un valore di circa 18 miliardi di dollari di vendite extra-UE, davanti a Stati Uniti (13 miliardi) e Cina (9 miliardi).

Per export e valore della produzione, l’Italia è seconda in Europa (dopo la Germania) e rappresenta il secondo mercato europeo per numero di installazioni di robot industriali, con oltre 10 mila unità sulle 73 mila europee (14%).

Nella classifica mondiale dell’export settoriale, l’Italia ha superato il Giappone ed è ora sesta (con oltre 3 miliardi di dollari nel 2024 e un avanzo commerciale di 360 milioni di dollari).

I principali mercati di sbocco sono: USA (16%), Germania (13%) e Francia (9%).

Export italiano di robot non di consumo per destinazione (% sul totale esportato, 2024)

Export robotica italia

Il mercato della robotica è favorito dalla spinta all’automazione delle funzioni di processo industriale (saldatura, assemblaggio e movimentazione di semilavorati). Questo segmento rappresenta quasi il 60% del valore delle vendite a livello globale, trainate dalla domanda nei settori dell’elettronica, dell’automotive e della lavorazione dei metalli.

Con gli sviluppi tecnologici nei campi della miniaturizzazione e della sensoristica, si sono sviluppati anche:

  • la robotica di servizio (robot per la logistica, pulizie, hospitality, chirurgia e agricoltura)
  • la robotica di consumo (robot utilizzati per cucinare, pulire, intrattenere) o per compiti di sorveglianza.

Il sistema produttivo italiano è formato da 650 imprese specializzate e un ecosistema della ricerca e dell’innovazione grazie al quale siamo quarti al mondo per pubblicazioni scientifiche nella robotica avanzata, e terzi in Europa per brevetti.

Le attività produttive sono concentrate principalmente nel Nord Italia in aree a forte specializzazione manifatturiera, in cui si integrano competenze meccaniche, elettroniche e digitali. Torino (dove ha sede una delle aziende leader a livello mondiale nella robotica) ospita poco meno di un quarto degli addetti totali, seguita da: Reggio Emilia, Brescia, Milano, Modena, Cremona e Bari (unica provincia del Mezzogiorno tra le prime 10).

Prossime sfide

L’intelligenza artificiale sarà cruciale per la robotica di nuova generazione, ma il ritardo accumulato dai singoli Paesi europei rischia di compromettere il vantaggio competitivo acquisito.

Per raggiungere la scala degli investimenti dei competitor internazionali è necessario un ecosistema europeo dell’innovazione che superi l’attuale frammentazione. Nel decennio 2013-2024, l’UE ha investito in soluzioni di IA 49 miliardi di dollari, contro i 119 della Cina e i 470 degli Stati Uniti…

In termini di sicurezza economica e autonomia strategica, la crescente incertezza del panorama internazionale richiede un ripensamento delle catene di approvvigionamento in ottica di maggiore indipendenza nei settori industriali chiave. I robot possono facilitare il reshoring di alcune attività produttive garantendo maggior controllo su qualità e tempi di produzione.

Gli analisti di Cdp concludono: “Considerate anche le minacce crescenti di uso geopolitico delle dipendenze commerciali e i rischi legati alla cybersicurezza, diventa prioritario per l’Europa potenziare la sua capacità di sviluppo tecnologico e industriale nel campo della robotica avanzata”.

A differenza di Cina e Stati Uniti, che hanno politiche di ricerca e innovazione centralizzate, ogni Stato membro delinea le proprie strategie in materia di innovazione, a seconda delle esigenze economiche e delle priorità nazionali. I finanziamenti per la ricerca e l’innovazione finiscono quindi per essere altamente dispersi creando duplicazioni negli investimenti.

Le complementarità tecnologiche e industriali non vengono sfruttate: nella media dei Paesi UE, solo il 9% delle imprese innovatrici collabora sistematicamente per le proprie attività di ricerca e sviluppo con partner di altri Stati membri, valore che in Italia scende al 5%.

Fonte: Cdp Brief (La robotica come leva strategica per l’Europa e il ruolo chiave dell’Italia)

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