07 nov 2018 11:37 7 novembre 2018

Agroalimentare: andamento export mondiale

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Nel 3° trimestre frenata per l'export mondiale, ma "a macchia di leopardo" a livello merceologico e, soprattutto, geografico. In base alle pre-stime formulate da StudiaBo a partire dalle dichiarazioni doganali più recenti di circa 70 paesi a livello mondiale, nel 3° trimestre dell’anno le esportazioni mondiali di Agroalimentare hanno segnato un risultato ancora positivo (+1.4% tendenziale a prezzi costanti), seppure mostrando un significativo rallentamento nella componente confezionati e bevande.

Agroalimentare: andamento export mondiale

Come illustrano i due grafici sotto riportati, il segmento Alimentare non confezionato evidenzia la prosecuzione di un ritmo di crescita delle esportazioni mondiali moderatamente positivo (+2.6% tendenziale a prezzi costanti), a fronte, invece, di un segmento Alimentare confezionato e bevande in significativa frenata (+0.1%) rispetto alla prima parte dell'anno.

Come già documentato in un precedente articolo, il terzo trimestre 2018 ha confermato la fase favorevole del mercato statunitense (che risulta ancora il mercato con i maggiori contributi positivi alla crescita dell'export mondiale di agroalimentare), a cui si aggiungono le consistenti performance di crescita di numerosi mercati asiatici: in primis Sud Corea (+ 10.6% tendenziale a prezzi costanti; +8% da inizio anno), ma anche area ASEAN (Vietnam su tutti: +9.2% in quantità da inizio anno), oltre che di Giappone e Cina (seppure in rallentamento nel trimestre più recente).
Va inoltre sottolineato il proseguimento della dinamica favorevole, anche se in significativo rallentamento nella componente "confezionati e bevande", dei mercati UE (in particolare, la conferma del mercato polacco - già segnalato in un precedente articolo - e di Olanda, Regno Unito, Francia, quali principali mercati UE per contributi alla crescita nell'ultimo trimestre).

In una fase congiunturale che presenta andamenti di mercato (anche molto) differenti tra prodotto e prodotto e, soprattutto, tra paese e paese, le imprese esportatrici di agroalimentare made in Italy sono chiamate a intensificare lo sforzo di monitoraggio del proprio portafoglio mercati, al fine di orientare al meglio gli investimenti promozionali e commerciali.

Marcello Antonioni

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